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lunedì 8 dicembre 2014

Secrets of a Willing Wife

Uno dei temi più sfruttati dal cinema a luci rosse è stato da sempre quello dell'adulterio. “Secrets of a Willing Wife”, diretto nel 1979 da Norman Gurney (ma probabilmente si tratta di uno pseudonimo dietro il quale si celerebbe il più noto Joe Sarno), narra per l'appunto di una moglie che scopre che il proprio marito la tradisce con la sua migliore amica. Dopo un primo momento di smarrimento, la donna deciderà di riconquistare i favori del coniuge grazie all'aiuto di uno psicoterapeuta che riuscirà a coinvolgerla in una serie di esperienze con uomini e donne volte a renderla maggiormente disinibita. Il tutto nella cornice di una commedia dal ritmo veloce e a tratti divertente e surreale che non disdegna al tempo stesso di regalare allo spettatore eccellenti scene di sesso. Notevole la colonna sonora impreziosita da alcuni blues di pregevole fattura.


Ci troviamo all'interno di un grazioso appartamentino newyorkese. Si odono dei gemiti provenire dalla camera da letto. Una foto incorniciata che ritrae una coppia sorridente e felice fa bella mostra di sé su un comodino. L'uomo della foto si chiama Martin (interpretato da Eric Edwards) e in quel preciso istante, approfittando dell'assenza in casa della moglie Susan (Merle Michaels) sta facendo sesso con la di lei amica Jeannie (Rikki O'Neal). Nel frattempo, ignara di quel che sta accadendo tra le mura domestiche, Susan cammina per le strade del quartiere. L'incedere della donna è un po' goffo, e non solo a causa delle buste della spesa che porta con sé. Non si accorge di una buccia di banana abbandonata incautamente sul marciapiede e in un attimo si ritrova a terra. Forse pensa che la giornata le abbia già riservato il peggio. Rientrata a casa, appoggia le buste sul tavolo della cucina e, incuriosita dai rumori che sente provenire dall'altro capo della casa, si avvia verso la camera da letto dove scopre il marito a letto con Jeannie. Sconvolta, getta a terra la fede nuziale e scappa via.
Vediamo Susan aggirarsi per le vie della città. Con la mente ripensa a sé e a Martin mentre fanno l'amore teneramente fino a quando nel sogno irrompe prepotentemente la figura di Jeannie. Susan ha deciso, si rivolgerà a uno psicoterapeuta. Una volta entrata nel suo studio inizia a raccontargli quel che le è accaduto. Lo psicanalista non viene mostrato in volto ma solo di spalle, alla maniera del telefilm “Charlie's Angels”. L'uomo le consiglia di sbarazzarsi delle proprie inibizioni sessuali per riconquistare il marito. Susan si lascia andare e immagina di trovarsi all'interno di un harem vestita da odalisca. Sta eseguendo una danza del ventre per Martin. Una musica arabeggiante fa da sottofondo ai sensuali movimenti della donna. Poi Susan si avvicina al marito e gli prende in bocca il membro. È talmente brava che Martin ben presto viene. A questo punto un'altra donna, vestita anch'essa da odalisca, si avvicina alla coppia. Il marito si volge verso di lei e inizia a leccarle la clitoride. Susan si ritrae, urla, si sveglia. Lo psicoterapeuta si rende conto che ci sarà bisogno di un lungo periodo di “terapia” per rendere Susan una donna sessualmente realizzata. Le consiglia dunque di rivolgersi a Chi Chi (Patty Boyd).


Tornata a casa e dopo essersi fatta una doccia Susan telefona al numero che lo psicoterapeuta le ha passato. All'altro capo del filo risponde una donna, Chi Chi, che indossa un buffo cappello in paglia decorato di fiori finti. È seduta su un divano con le cosce spalancate. Un uomo chinato di fronte a lei (Bobby Milne) le sta leccando il sesso. Accanto a lei un cesto pieno di frutta di plastica, alle sue spalle un festone con su scritto “Merry Christmas”. Le due donne fissano un appuntamento prima di chiudere la comunicazione telefonica. Chi Chi ha fretta di tornare a dedicarsi a ciò da cui è stata interrotta. Si distende sul partner e inizia a stimolarlo oralmente. Alle loro spalle campeggia il poster di un film porno dell'anno precedente, “The Fur Trap”. Poi Chi Chi monta a cavalcioni dell'uomo fino a farlo venire.
Martin è seduto su una panchina all'interno di un parco pubblico. Appare affranto mentre ripensa alla sua triste situazione e rigira tra le dita la fede nuziale della moglie. Ma Martin ha già trovato di che consolarsi. Tornato a casa assesta una pacca sul sedere di Rita (Arcadia Lake), la sua nuova domestica. Poi inizia a lamentarsi e i due discutono animatamente. L'uomo odia la cucina di Rita e a un certo punto rovescia per terra ciò che la donna gli aveva preparato. Il suo appetito è evidentemente di diverso genere. Afferra la domestica con forza e la possiede brutalmente su un tappeto a terra. Dopo un iniziale tentativo di opporre resistenza, Rita si lascia volentieri andare. Dopo averle sollevato le gambe e leccato la clitoride, Martin la penetra nella posizione del missionario. Dopo averci dato dentro per un po', tocca all'uomo ricevere le attenzioni di Rita. La donna gli prende il membro in mano e inizia una fellatio. L'amplesso si conclude ancora con la posizione del missionario. Martin inonda il ventre della cameriera di sperma. A terra giacciono i resti del cibo rifiutato mentre la coppia si bacia appassionatamente. Si tratta in assoluto di una delle migliori scene di sesso con protagonista Arcadia Lake tanto da trovarla riproposta in numerose compilation dedicate all'attrice.


Susan è stata invitata da Chi Chi a prendere un tè a casa sua. A far loro compagnia c'è anche Gloria (Crystal Day). La teiera utilizzata da Chi Chi ha una forma particolare. Il suo beccuccio è un fallo di gomma cavo e le bustine che contengono le foglie della bevanda sono in realtà dei preservativi. La padrona di casa le offre una fetta di torta, anch'essa di forma fallica. Susan è perplessa, ma le due donne riescono a convincerla a lasciarsi andare e a vivere appieno la propria sessualità senza inibizioni. Segue una silenziosa scena lesbo che coinvolge Chi Chi, Gloria e Susan a cui si aggiunge anche un misterioso uomo (o meglio, solo il suo membro).
Susan torna dallo psicoterapeuta e lo ragguaglia sugli ultimi accadimenti. Appare più sollevata. Uscita dallo studio del professionista, passeggia nel quartiere a luci rosse della città indossando un lungo soprabito e degli occhiali da sole. Decide di entrare in un cinema in cui proiettano “Swedish Sorority Girls”. Si siede accanto a uno spettatore (Ron Jeremy) che sta mangiando pop corn e senza chiedere permesso inizia a mangiarne. All'improvviso, dal cartoccio sbuca fuori il membro eretto dell'uomo. Susan lo prende in mano, lo accarezza e poi si china per succhiarlo. Sopraggiunge la maschera del cinema e Susan gli mostra voluttuosamente le terga e gli fa cenno di unirsi. L'uomo si spoglia e inizia a penetrarla da dietro. Poi il terzetto si alza e si dirige sul palco dove riprende a fare sesso. Alle loro spalle, sullo schermo, si susseguono i fotogrammi del film. Dopo che i due uomini sono venuti, la folla di spettatori che nel frattempo si era assiepata davanti al palco applaude entusiasta.


Susan è tornata a casa di Chi Chi. Racconta a lei e a Gloria l'esperienza vissuta e insieme brindano alla nuova tappa superata. È sera e decidono di uscire. Si recano impellicciate in un locale notturno per insegnare a Susan le tecniche di abbordaggio. Una volta all'interno si gettano subito alla caccia mentre un cameriere le osserva riempiendo un bicchiere con un sifone collegato al proprio membro. Chi Chi e Gloria invitano Susan a rilassarsi e a ballare in pista. Susan le segue. Poi si dirigono al bancone del bar e iniziano a dare una dimostrazione pratica di come si abborda un uomo. Susan tenta goffamente di imitarle. Il cameriere, questa volta, la osserva perplesso. Rimorchiati finalmente tre uomini si dirigono verso la casa di Chi Chi dove è in corso un festino. Mentre una spogliarellista (Electra Blue, forse un transessuale) assai conturbante balla al centro della stanza, le tre donne si aggiungono alle altre coppie libertine e iniziano a fare sesso con i rispettivi partner. Due uomini in smoking discutono di fronte a una scultura raffigurante un enorme fallo e decidono di rivestirlo con un mega condom. Uno dei due uomini mostra un cartello con la scritta “VD is for everybody. If you need help, see a doctor” (ovvero “le malattie veneree riguardano tutti. Se hai bisogno di aiuto consulta il tuo medico”). Un altro uomo fa sesso con una bambola gonfiabile fino a quando la spogliarellista gliela toglie delle mani e la sostituisce con il proprio splendido corpo. Al termine dell'orgia, la bambola gonfiabile giace a terra inondata di sperma.


Martin è seduto ancora una volta su una panchina con la fede nuziale della moglie in mano. Ripensa a quando erano felici insieme. Susan invece è dallo psicoterapeuta. È indubbiamente cambiata dall'epoca del loro primo incontro. Parla in maniera decisamente più licenziosa e per dar prova al medico delle avvenute trasformazioni in lei afferra il membro dell'uomo e inizia a succhiarlo. Lo psicoterapeuta protesta, rivendica la propria professionalità ma alla fine cede agli assalti di Susan. Ora la donna è pronta per riprendersi il marito. Si reca così a casa nella casa in cui abitano Martin e Jeannie. Le due donne iniziano a discutere animatamente non risparmiandosi aspre punzecchiature. Martin tenta di fare da paciere, inutilmente. Susan e Jeannie decidono che è giunta l'ora della resa dei conti: ognuna delle due farà del proprio meglio per sedurre Martin e la vincitrice di questa singolare sfida avrà l'uomo tutto per sé. Iniziano così a spogliarsi sotto gli occhi dell'uomo sempre più attonito. Susan e Jeannie mettono in mostra la propria lingerie e ciò che essa nasconde. Poi si gettano sul letto alla conquista di Martin contendendosi con la bocca il suo membro. Poi Martin prende la moglie e insieme si abbandonano a un sessantanove in piedi. Jeannie, da parte sua, risponde ponendosi poco dopo a cavalcioni su Martin. Susan inizia a leccare il membro del marito e il sesso della ex(?)-amica. Ma l'asso nella manica lo sfodera Susan che dopo essersi messa a quattro zampe sul letto concede al marito l'onore di sodomizzarla. La sfida è vinta. La coppia giace sul letto abbracciata. Martin, dopo aver riconsegnato alla moglie la fede nuziale, le propone di risposarsi. Jeannie si avvicina e si distende accanto a loro proponendo maliziosamente di ricominciare a fare sesso.
È la notte di Natale. Martin e Susan sono sul balcone di casa e si baciano. Nel cielo fa capolino un Babbo Natale in slitta (non pensate a chissà quali effetti speciali, si tratta in realtà di una traballante sagoma di cartone). Chiusura con cartello che recita: “…and they lived happily humpingly ever after!”.

SCHEDA TECNICA

Secrets of a Willing Wife (USA, 1979, 70 min.)
Regia di Norman Gurney
Cast: Merle Michaels (Susan), Eric Edwards (Martin), Rikki O'Neal (Jeannie), Patty Boyd (Chi Chi) (con il nome di Sara Lane), Arcadia Lake (Rita), Electra Blue (la spogliarellista), Bobby Milne (il primo uomo con Chi Chi), Ron Hudd (la maschera del teatro) (con il nome di Joe Morgan), Crystal Day (Gloria), Ron Jeremy (il primo uomo in teatro con Susan)
Prodotto da Mitch Delray

domenica 2 febbraio 2014

The Private Afternoons of Pamela Mann

Nella prima metà degli anni settanta, dopo il successo di pubblico di “Deep Throat” o “Behind the Green Door”, la critica si accorse che alcuni film porno avevano in sé tali e tante qualità da costringerla ad occuparsene con la medesima attenzione che rivolgeva alla cinematografia mainstream. Così accadde anche per “The Private Afternoons of Pamela Mann”, una sofisticata commedia magistralmente diretta da Radley Metzger in cui i personaggi si rivelano nel corso della storia diversi da quel che sembrano o fingono di essere. “The Private Afternoons of Pamela Mann” sancisce anche l'esordio nel genere porno di Radley Metzger.
Il film fu girato in meno di una settimana a causa dello scarso budget che la produzione mise a disposizione del regista, conseguenza diretta forse dell'insuccesso della sua precedente opera. Eppure, i valori tecnici (la fotografia in primis) sono eccellenti e la sceneggiatura arguta e divertente. Per ovviare a possibili problemi di censura, fu operato un taglio di circa sette minuti di una sequenza di cui si dirà in seguito.
Da un punto di vista squisitamente tecnico segnalo che il film, girato in Super16 come quasi tutte le opere di Metzger, comporta un effetto “widescreen” (di allungamento) che se a schermo pieno, come nel caso delle sale cinematografiche, è ininfluente per la visione, non lo è invece nel caso di fruizione domestica del film. Ecco perché a volte l'immagine appare lievemente bloccata al centro.


I titoli di testa del film scorrono sull'immagine di una donna che si sta truccando. Un artificio, un inganno per dare di sé un'altra immagine. Una musichetta da fiera di paese fa da contrappunto e così accadrà in tutti i momenti salienti della pellicola.
Frank (Eric Edwards), un detective privato e “voyeur da generazioni” come confiderà in seguito, si aggira munito di caschetto con telecamera incorporata all'esterno di un palazzo riprendendo di nascosto quel che avviene al di là di una finestra: una donna sta praticando una fellatio a un uomo. Scopriamo che Frank è un detective privato (un classico personaggio di molti film della Golden Age) specializzato in adulterio. Nella scena successiva Frank sta mostrando a un uomo la prova del tradimento. L'uomo reagisce con rabbia alla visione del filmato, si chiede come lui, sì lui, abbia potuto farlo ed è chiaro a questo punto l'orientamento sessuale del cliente.
Frank si reca a un appuntamento in un palazzo nel centro di Manhattan. Mr. Mann, un editore di riviste per soli uomini interpretato da Alan Marlow, sospetta che sua moglie (“una donna dinamica e intelligente che svolge il suo lavoro di psicoterapeuta nei ghetti, una amante della solitudine, delle buone letture nei parchi ma in grado di cavarsela benissimo anche insieme alla gente”) lo tradisca e intende scoprire la verità. Mr. Mann pensa che la moglie, affascinata dal personaggio scandalo del momento ovvero la protagonista di “Deep Throat”, voglia imitarne le gesta con qualche sconosciuto. A questo punto la scena si interrompe brevemente per mostrarci Pamela (Barbara Bourbon) che, sdraiata nel suo letto intenta a fare colazione, si sottopone alle domande di una sondaggista riccioluta (“Sono qui per apportare un contenuto socialmente redentore al film” affermerà a un certo punto la sondaggista) rispondendo con dei laconici “sì” o “no”. Poi Pamela telefona alla sua amica Klute (Georgina Spelvin), uno strano tipo di prostituta che intende la propria professione quasi fosse una missione sociale. Nel frattempo, nell'anticamera dell'ufficio va in scena un bizzarro siparietto. Un impiegato si avvicina alla segretaria e inizia a masturbarsi lentamente di fronte a lei. La donna reagisce con malcelata indifferenza alla performance dell'uomo che, dopo poco, eiacula abbondantemente sul suo volto.


Frank, accettato l'incarico, pedina la consorte di Mr Mann in un parco pubblico vicino al ponte di Brooklyn. Qui riprende Pamela mentre prima abborda uno sconosciuto (Marc Stevens, soprannominato Mark “10½” Stevens per ovvie ragioni) con una frase che se non fosse detta da lei potrebbe anche apparire volgare (“vuoi divertirti marinaio?”) e poi, al riparo di un cespuglio, esegue su di lui una fellatio (la scena è stata in realtà girata in interni, come si intuisce chiaramente dalle piante in vaso che circondano i due attori, a causa del divieto della municipalità di New York di girare scene di sesso in luoghi pubblici). Soddisfatto di sé, Frank ritorna nell'ufficio di Mr Mann per mostrargli quanto raccolto. Sullo schermo scorrono le immagini al rallenty della fellatio. Convinto che il suo cliente possa rimanere turbato da ciò che ha ripreso nel parco, Frank tenta di fornire una spiegazione psicologica dei comportamenti della donna.
Frank: “La fantasia della gola profonda potrebbe dimostrare l'esistenza di un problema sopraggiunto nel corso della fase orale di sua moglie, cioè all'incirca all'età…”
Mr Mann: “… del consenso”
Frank: “Oh no, molto prima”
“Ha bisogno di un cazzo in gola quanto un'altra donna ha bisogno di una torta al cioccolato in gola”, commenta Eric.
Ma Frank non sembra rendersi conto che Mr Mann non è rimasto affatto turbato dalla scena a cui ha assistito, anzi si direbbe quasi compiaciuto, e continua nella sua spiegazione. Ancora una volta, mentre i due discorrono, nell'anticamera dell'ufficio va in scena il solito siparietto. Solo che questa volta la segretaria ha l'accortezza di indossare un bavaglino di carta per evitare di sporcarsi l'abito.
La scena seguente ci mostra Klute in una stanza d'albergo con Hiram Wood (protagonista insieme a lei di una memorabile sequenza in “The Devil in Miss Jones”). L'uomo finge di essere gay perché desideroso di mettere alla prova le sue abilità di recitazione in vista di un provino a Broadway. Ma anche Georgina finge. Lei sa benissimo che Hiram non è gay e decide di stare al gioco solo perché da tempo desidera andare a letto con lui. Al termine del rapporto l'uomo corre in strada e comunica alla sua fidanzata di aver brillantemente superato la prova. Georgina invece telefona a Pamela e le racconta quel che le è accaduto.
Frank è di nuovo nell'ufficio di Mr Mann. Gli sta mostrando un altro filmato in cui Pamela appare insieme a un'altra donna mentre sta praticando una fellatio a un uomo baffuto. 
Frank: “Il desiderio di rapporti saffici potrebbe invece dimostrare una insicurezza, una inadeguatezza rispetto ai soggetti del sesso opposto”.
Mr Mann: “Forse lei non è in grado di comprendere la profondità, o la semplicità, di Pamela…”
Ma Frank insiste con la sua analisi.


Pamela si reca in un giardino pubblico, si siede su una panchina per leggere un libro ma viene subito raggiunta dalla sondaggista che la sottopone ad altre domande prima di allontanarsi nuovamente. Pamela riprende a leggere il suo libro. Ma dopo pochi istanti un uomo e una donna si siedono accanto a lei e, sotto la minaccia delle armi, la costringono a seguirli.
Ed è qui che interviene il primo taglio. Ho potuto ricostruire quel che segue attraverso la visione di una copia del film censurata in cui però era stata reinserita la scena prelevandola da una copia integrale su cassetta VHS. Devo ammettere che la sequenza mi ha profondamente turbato e la riporto senza compiacimento alcuno, solo per restituire nella sua interezza la trama.
Una mercedes entra in un garage sotterraneo e immediatamente dopo la saracinesca si chiude. A bordo ci sono Pamela e i suoi due rapitori. La donna tenta di scappare correndo verso la porta che dà alle scale ma la trova bloccata. I due rapitori la chiudono in un angolo, DLR imbraccia un fucile e glielo punta contro. Gillis afferra alle spalle Pamela e la trascina sul cofano della macchina. Pamela urla e scalcia. DLR le scopre il seno mentre la schernisce: “Adesso ci divertiremo un po'!”, “Ti piace lottare?”, “Vuoi scendere, non è vero?”. Dopo averle tolto la gonna e le mutandine, la donna inizia a leccare il sesso di Pamela che urla e si contorce per il terrore. Ma, lentamente, sembra iniziare a provare piacere. Gillis inizia a massaggiarle i seni. Pamela, sempre più eccitata, volge il viso verso quello dell'uomo e i due si baciano. Improvvisamente, l'uomo trascina a forza Pamela in un angolo e la fa distendere con le spalle appoggiate a una catasta di pneumatici. Gillis estrae una pistola e la punta contro Pamela. “È il mio turno! Forza, legala” e la complice tira fuori una corda con cui lega i polsi di Pamela. Gillis, sempre puntando la pistola, inizia a masturbare con le dita Pamela. Poi passa l'arma a DLR che continua a schernire Pamela: “Te la sei veramente cavata prima, non è vero? Pensavi di non farcela e invece ci sei riuscita…”, “Riesci a trattenere il fiato? Riesci a respirare sott'acqua? Adesso avrai quel che meriti…”. Gillis si slaccia la patta dei pantaloni mentre DLR urla: “Apri quella bocca, di più! Di più! Succhiagli il cazzo”. Gillis infila il suo pene nella bocca di Pamela e inizia a spingerlo con forza. Pamela però cerca di opporre resistenza. Darby Lloyd Rians afferra allora il membro di Gillis e inizia a leccarlo dopo aver ordinato a Pamela di guardare. Dopo un po', Gillis torna a infilare il suo sesso nella bocca di Pamela. Darby Lloyd Rians continua a impartire ordini alla donna: “Apri la bocca, di più! Succhia quel cazzo! Tieni la testa all'indietro e la bocca aperta!”. Legge anche una sentenza della Corte di Cassazione americana sulla pornografia. Gillis viene in bocca a Pamela e Darby Lloyd Rains grida: “Ingoia! Ingoia! Lecca, lecca ogni goccia!”. Pamela esegue passivamente l'ordine della donna. Alla fine, dopo aver leccato il glande di Gillis, Pamela viene abbandonata nel garage dai due violentatori che si allontanano. Rimane a terra, le mani ancora legate dietro la schiena, le mutandine a poca distanza dalle sue gambe. Fine della sequenza tagliata.
Mentre nell'anticamera dell'ufficio va in scena ancora una volta il solito siparietto, Frank mostra a Mr Mann un altro filmato in cui Pamela e Klute hanno un rapporto lesbico.
Più tardi Pamela telefona da una cabina all'ufficio del marito. La segretaria le comunica che il marito è fuori per una conferenza. Lei lascia detto che si recherà a un ricevimento. Non appena esce dalla cabina la sondaggista la blocca per porgli l'ennesima domanda. Pamela si reca dunque al ricevimento e lì ha un fugace rapporto sessuale con un candidato politico conservatore interpretato da Sonny Landham che, per una sorta di strana ironia, anni dopo si candiderà alla carica di Governatore del Kentucky ma poi sarà costrtto a ritirarsi per problemi procedurali.


Frank è in strada. Ad un certo punto incrocia lo sguardo di Pamela dietro una finestra. I due si osservano a lungo. Poi la donna esce dall'edificio, si siede su una panchina e viene raggiunta dal detective. I due chiaccherano per un po'. Pamela invita l'uomo a casa sua. Ma Frank ha ancora qualcosa da fare prima. Torna nell'ufficio di Mr. Mann. Prima che i due si incontrino vediamo la segretaria che distesa sulla scrivania si masturba e dice all'impiegato che non è più disposta ad accontentarsi di recitare un ruolo passivo. Frank parla con Mr Mann e gli dice di aver incontrato la moglie e di averci parlato. Frank esce dall'ufficio in uno stato di euforia e si reca all'appuntamento. Una volta a casa della donna, le chiede di poter fare una telefonata. Chiama l'ufficio di Mr Mann ma la segretaria gli risponde che il principale è fuori per una conferenza. L'immagine si allarga e vediamo che questa volta è la donna a masturbare l'impiegato. Pamela fa il suo ingresso nella sala dove la attende Frank. Indossa un elegante abito nero. Ad un certo punto ne solleva maliziosamente il bordo mostrando che non indossa mutandine. Frank è ormai ai suoi piedi.
I due si distendono su un tappeto. Un enorme specchio riflette l'immagine dei loro corpi avvinti. Al termine del rapporto i due si appoggiano esausti con le spalle allo specchio. È a questo punto che entra in scena la cameriera di Mr Mann. Frank la guarda sbigottito. È uno dei due violentatori di Pamela. La donna si spoglia e si unisce ai due amanti.
Frank attende Mr Mann in garage. Arriva la macchina dell'uomo. Ad aprirgli la portiera è l'autista, un altro personaggio che Frank ha avuto modo di conoscere. È infatti l'altro violentatore. Frank dice a Mr Mann di aver fallito nell'incarico e, pertanto, di non voler essere pagato.


La scena seguente si svolge in camera di Pamela. La donna sta guardando l'intero girato di Frank. Per la stanza si aggira la sondaggista che pone un'altra domanda alla donna prima che faccia il suo ingresso Mr Mann. La sondaggista se ne va e marito e moglie si distendono sul letto. Commentano le immagini e parlano di Frank, di come egli si sia fatto usare per le loro fantasie. Ad un certo punto al videocitofono suona l'uomo della fellatio nel parco pubblico. Capiamo dalle sue parole che anch'egli è un detective privato che aveva lavorato in precedenza per Mr Mann e che si è prestato al gioco della coppia. Mr Mann e signora, sempre guardando le immagini, fanno sesso con passione. Il film si chiude con una tela che scende dall'alto a coprire i due amanti. Scorrono i titoli di coda in cui si preannuncia un sequel del film (“Pamela Mann's Horn of Plenty”) che non fu mai girato.

SCHEDA TECNICA

The Private Afternoons of Pamela Mann
(USA, 1984, 83 min.)
Regia di Radley Metzger
Sceneggiatura di Radley Metzger
Cast: Barbara Bourbon (Pamela Mann), Eric Edwards (Frank), Alan Marlow (Mr Mann), Georgina Spelvin (la prostituta), Doris Toumarkine (la sondaggista) (con il nome di Lola LaGarce), Marc Stevens (l'uomo del parco), Sonny Landham (il candidato politico), Jamie Gillis (il violentatore) (con il nome di Jamey Gillis), Darby Lloyd Rains (la violentatrice), Kevin Andre (il primo cliente di Frank), Day Jason (la segretaria) (con il nome di Naomi Jason), Levi Richards (Hiram Wood) (con il nome di John Ashton), David Savage (l'impiegato dell'ufficio di Mr Mann).
Prodotto da Ava Leighton (con il nome di L. Sultana)
Direttore della fotografia Paul Glickman (con il nome di Marcel Hall)

mercoledì 29 gennaio 2014

Sexcapades

“Sexcapades” è uno dei primi titoli che negli anni ottanta segna il nuovo corso pornografico di Ronald Sullivan (che da quel momento in poi utilizzarà lo pseudonimo di Henri Pachard). Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta Sullivan aveva diretto una serie di film sul genere sexploitation. “Babylon Pink” fu l'esordio nell campo dell'hard, cui faranno seguito altri cinque o sei titoli (tra cui il sequel di “The Devil in Miss Jones” e “Mascara”) prima di giungere a girare nel 1983 il film che mi accingo oggi a recensire. “Sexcapades” è, a suo modo, un film intelligente, che getta uno sguardo critico sul mondo del cinema hard e indaga su un sentimento raramente da questo rappresentato, ovvero la gelosia. Ma “Sexcapades” ha l'indubbio merito di trattare questi temi con ironia e leggerezza. La sceneggiatura è ben scritta, la macchina da presa è usata con maestria professionale e gli attori e le attrici sono credibili nelle loro parti (su tutti sottolineo Sharon Mitchell). Purtroppo, come spesso accade per i film della “Golden Age of Porn”, non esiste una versione doppiata in italiano (o almeno non che io sappia). È ciò si rivela essere un gap perché i dialoghi sono in questo caso un elemento centrale del film, al pari delle scene di sesso. Non essendo un gran conoscitore della lingua inglese, ammetto di aver dovuto attingere ad altre recensioni sul web per ricostruire alcuni dialoghi che di primo acchito non ero riuscito a comprendere appieno. Fatta questa ammissione, passo ora alla trama.


Il film si apre con Yvonne (Joanna Storm) e Billy (Alan Adrian) che si stanno sottoponendo a un provino nell'ufficio del produttore Lorraine Loveborn (Lee Carroll) e del regista e suo ex-marito Harry Crocker (Eric Edwards). La coppia di aspiranti attori cerca di mostrare le proprie capacità interpretative ma il risultato è a dir poco comico. Yvonne prima esegue una fellatio (“Vedete come tengo stretta la base del suo cazzo? Rimarrà duro per tutto il tempo che voglio…” commenta), poi si mette a cavalcioni dell'uomo (non prima però di aver posizionato sotto le ginocchia dei calzini per evitare di arrossarsele), infine costringe il partner stremato a ritardare l'orgasmo pur di poter mostrare altre posizioni. Il tutto tra telefoni che squillano, segretarie che entrano ed escono dall'ufficio scavalcando i due e sotto lo sguardo perplesso dei due esaminatori.


Lorraine e Harry sono in macchina per le strade di New York. Apprendiamo dal loro dialogo che il regista si era ritirato sette anni prima dall'industria del porno per rifarsi una “verginità” nel campo dei documentari in presa diretta. Ma le cose non sono andate come egli sperava e, a parte qualche riconoscimento ottenuto, le sue finanze non gli consentono di proseguire oltre. Ha dunque accettato l'offerta di Lorraine di girare un ultimo porno in cambio di un bel po' di soldi.
È sera e Harry è a casa in compagnia della moglie Miriam. I due discutono. La donna non è d'accordo con la scelta di Harry, soprattutto dopo che questi le comunica che il film sarà girato nella loro casa. Una volta sotto le lenzuola, Harry tenta un approccio sessuale con la moglie che si dimostra alquanto pudica.
Harry: Forza, apri le gambe!
Miriam: Perché?
Harry: Perché ho il cazzo duro e gonfio.
Miriam: Non parlare così!
Harry: Così come?
Miriam: Con questo linguaggio sconcio.
Harry: (canzonandola) La mia virilità, fieramente eretta, desidera immergersi nei suoi celestiali segreti… Il mio galletto è pronto a fare chicchirichi… Il mio soldato è in piedi sull'attenti con il desiderio di…
Miriam: di…?
Harry: …succhiarti la figa!
Miriam: Zitto, che svegli la cameriera!
Ad un certo punto Miriam chiede al marito: “Non possiamo fare l'amore?” e lui, di rimando: “”Ti amo, ora scopami!”. Ma quando l'uomo prova a inserirle un dito nell'ano la donna si ritrae. Dopo un po' Harry tira fuori il suo membro dal sesso della moglie e le viene sulle natiche. “Perché l'hai tolto?” domanda Miriam. “Non lo so…” risponde Harry. I loro desideri evidentemente non coincidono più, ciò che da questo momento in poi seguirà non farà altro che allontanarli sempre di più.
La mattina successiva Miriam propone a Harry di utilizzare uno pseudonimo per firmare il film. “Sono un regista! Non posso usare un nome diverso!”, risponde Harry. “Ma si tratta di un porno, di un film in fondo…”, ribatte Miriam.
Bridget (Sharon Kane) si presenta a casa Crocker per un provino. Ad aprirle la porta è la cameriera Mi Ting (Mai Lin) che, sorpresa, apprende che la ragazza è lì per il posto di cameriera. Si tratta evidentemente di un equivoco e Bridget rassicura Mi Ting che si tratta soltanto di un ruolo cinematografico. Una volta al cospetto di Harry, Bridget snocciola il suo curriculum: “Ho girato alcuni loop a San Francisoo… Ho succhiato il cazzo di Johnny…”. Ma Harry la interrompe, non è interessato all'esperienza passata della ragazza né tantomeno alla sua offerta di fargli una fellatio in bagno. Pretende solo che lei legga il copione relativamente alle parti che la riguardano. Ma Bridget pecca nella recitazione e alla fine Harry decide di non scritturarla.


È giunto finalmente il giorno dell'inizio delle riprese. Il set viene allestito mentre Harry (che occorre leggere come alter ego di Henri Pachard) si trova subito posto di fronte a un problema: il copione prevede una scena di sesso tra Byron (Michael Bruce) e la sua cameriera Felicia (Ashley Wells) ma i due attori si dimostrano goffi e dimenticano addirittura le battute.
Byron: (gridando) Oui! Oui!
Felicia: Ma non sei ancora entrato dentro!
Harry fa notare che “nessun uomo si sognerebbe di scopare la propria cameriera in bagno quando questa è intenta a pulire le piastrelle”.
Ad un certo punto si ode una voce fuori campo: “Harry, guarda i lividi sul culo di Felicia! Trucco, dov'è il trucco?” (per inciso il ruolo della truccatrice è interpretato dalla mitica Candida Royalle).
Alla fine Byron tira fuori il suo membro e viene sulle natiche dell'attrice. Harry si accascia sul divano e, rivolgendosi a Lorraine, commenta: “L'ha tirato fuori e le è venuto sul culo! Ma chi lo farebbe? Questo non accade nella realtà!” (che poi è ciò che aveva fatto con la moglie la sera prima…). Alle riprese ha assistito una sempre più interessata Mi Ting.
Bridget si reca nell'ufficio di Lorraine per lamentarsi di non essere stata scelta per il ruolo della cameriera. Ad un certo punto il produttore tira fuori da un cassetto della scrivania uno strap-on e lo porge a Bridget chiedendole: “Come ci si sente con un cazzo?”. Imponendo alla ragazza il ruolo del maschio, Lorraine intende evidentemente spiegarle come dovrebbe muoversi sul set ma, in realtà, la donna coglie anche l'occasione per dare sfogo alle sue fantasie di sottomissione.
“Capisci cosa vede un uomo quando una donna gli succhia il cazzo?”, domanda Lorraine dopo aver eseguito una fellatio sul membro di gomma che indossa Bridget.
“Afferralo e fatti una sega, come un uomo”, continua Lorraine prima di ordinare a Bridget di prenderla da dietro. La scena è altamente erotica per quanto rivelatrice di un disturbo della personalità che Lorraine evidentemente vive. Alla fine del rapporto una Bridget molto più consapevole di sé e delle proprie capacità amatoriali commenta: “È stato incredibile, eccitante. Non l'avrei mai immaginato…”
Bridget ha ottenuto finalmente l'agognata parte e la ritroviamo sul set intenta a recitare attorniata dalla troupe. La scena è commentata fuoricampo da una rauca voce femminile. Ad un certo punto compare Miriam che, rivolgendosi al marito, sibila: “Harry, puoi dire loro di non scopare sulla poltrona? L'ho appena pulita”.
La mattina dopo i due discutono nuovamente.
Miriam: Non ne posso più… sai una cosa Harry, mi fai schifo…
Harry: Vaffanculo!
Miriam: Che cosa hai detto?
Harry: Ma insomma, che dovrei fare? Ammettere che sono un miserabile, che mi fa schifo il lavoro che faccio? Beh, lascia che ti dica una cosa Miriam: sarà un film fantastico.
Miriam: ma è solo un film del cazzo, un porno di merda.
Harry: Solo questo ci vedi? Non pensi che possa cambiare le pesone, eccitarle? Non c'è nulla di sbagliato in tutto ciò e potrebbe rivelarsi per te di un'esperienza nuova…
Miriam: Cosa stai cercando di dirmi? Che sono frigida?
Harry: diciamo che non sei esattamente quella che si potrebbe definire una donna orgasmica…
Miriam: (andandosene) Vaffanculo!


Maryanne (Tiffany Clark) si lamenta per i costumi e chiede a Harry di incontrare prima il proprio partner. Ma il regista non vuole: “Tesoro, devo tenerti lontana da lui… nella storia i due personaggi non si incontrano fino al momento in cui fanno l'amore”.
Alex, il partner di Maryanne (George Payne) fa la sua comparsa in scena. Indossa un accappatoio blu, quello di Harry. “L'ho trovato in bagno…” si giustifica.
I due attori si distendono sul letto e iniziano a fare sesso con passione. Harry è vicino a loro, suggerisce posizioni e mimica facciale. Ad un certo punto Maryanne avvolge le braccia intorno al collo di Harry e lo bacia. Alla scena assiste una sempre più infuriata Miriam. Harry la guarda e sogghigna.
Il giorno dopo Miriam si rivolge al marito con queste parole: “Tu non stai facendo questo film per soldi”, poi esce di casa per andare a fare compere. Harry, ancora in pigiama, sale al piano di sopra. Nota Mi Ting in bagno, inginocchiata in terra per pulire le piastrelle. Entra, accarezza il volto della ragazza e poi la invita a succhiargli il membro. Mi Ting esegue docilmente. Poi la solleva e la adagia sul lavandino. La penetra. Per tutta la scena i due rimangono vestiti. Poi nuovamente si fa succhiare il membro. Proprio in quel momento Miriam, rientrata prima del previsto in casa, li scopre in quella compromettente situazione.


Mi Ting scappa di casa mentre Miriam e Harry litigano. La donna urla che non finirà mai di girare il film, di sicuro non in quella casa prima di intimargli di andarsene per sempre. Harry, dopo aver gironzolato con una valigia per le strade di New York (ad un certo punto passa accanto a un cinema in cui proiettano tre film pornografici, “Morning Touch”, interpretato da Sharon Mitchell, “Hot Babes” e “Bad Little Girl”) si reca a casa della ex-moglie Lorraine. I due si distendono sul divano e Harry racconta alla donna quanto è accaduto. Ad un certo punto appare Mi Ting non più vestita da cameriera ma con indosso un tipico vestitino orientale di seta rossa. Offre ai due da bere, poi insieme a Lorraine inizia a fare sesso con Harry. Ma si tratta soltanto di una fantasia dell'uomo che, ridestatosi, osserva con interesse le due donne prima di abbandonarsi insieme a loro e senza più inibizioni di sorta ai piaceri della carne.

SCHEDA TECNICA

Sexcapades
(USA, 1983, 85 min.)
Regia di Henri Pachard
Sceneggiatura di R. Allen Leider e Henri Pachard
Cast: Sharon Mitchell (Miriam), Eric Edwards (Harry), Lee Carroll (Lorraine), Mai Lin (Mi Ting), Sharon Kane (Bridget), Tiffany Clark (Maryanne), Joanna Storm (Yvonne), Ashley Welles (Felicia), Alan Adrian (Billy), Michael Bruce (Byron), George Payne (Alex), Candida Royalle (la truccatrice), Henri Pachard (un imbroglione di strada).
Prodotto da David Stone
Direttore della fotografia Ron Dorfman (con il nome di Art Ben)