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domenica 2 febbraio 2014

The Private Afternoons of Pamela Mann

Nella prima metà degli anni settanta, dopo il successo di pubblico di “Deep Throat” o “Behind the Green Door”, la critica si accorse che alcuni film porno avevano in sé tali e tante qualità da costringerla ad occuparsene con la medesima attenzione che rivolgeva alla cinematografia mainstream. Così accadde anche per “The Private Afternoons of Pamela Mann”, una sofisticata commedia magistralmente diretta da Radley Metzger in cui i personaggi si rivelano nel corso della storia diversi da quel che sembrano o fingono di essere. “The Private Afternoons of Pamela Mann” sancisce anche l'esordio nel genere porno di Radley Metzger.
Il film fu girato in meno di una settimana a causa dello scarso budget che la produzione mise a disposizione del regista, conseguenza diretta forse dell'insuccesso della sua precedente opera. Eppure, i valori tecnici (la fotografia in primis) sono eccellenti e la sceneggiatura arguta e divertente. Per ovviare a possibili problemi di censura, fu operato un taglio di circa sette minuti di una sequenza di cui si dirà in seguito.
Da un punto di vista squisitamente tecnico segnalo che il film, girato in Super16 come quasi tutte le opere di Metzger, comporta un effetto “widescreen” (di allungamento) che se a schermo pieno, come nel caso delle sale cinematografiche, è ininfluente per la visione, non lo è invece nel caso di fruizione domestica del film. Ecco perché a volte l'immagine appare lievemente bloccata al centro.


I titoli di testa del film scorrono sull'immagine di una donna che si sta truccando. Un artificio, un inganno per dare di sé un'altra immagine. Una musichetta da fiera di paese fa da contrappunto e così accadrà in tutti i momenti salienti della pellicola.
Frank (Eric Edwards), un detective privato e “voyeur da generazioni” come confiderà in seguito, si aggira munito di caschetto con telecamera incorporata all'esterno di un palazzo riprendendo di nascosto quel che avviene al di là di una finestra: una donna sta praticando una fellatio a un uomo. Scopriamo che Frank è un detective privato (un classico personaggio di molti film della Golden Age) specializzato in adulterio. Nella scena successiva Frank sta mostrando a un uomo la prova del tradimento. L'uomo reagisce con rabbia alla visione del filmato, si chiede come lui, sì lui, abbia potuto farlo ed è chiaro a questo punto l'orientamento sessuale del cliente.
Frank si reca a un appuntamento in un palazzo nel centro di Manhattan. Mr. Mann, un editore di riviste per soli uomini interpretato da Alan Marlow, sospetta che sua moglie (“una donna dinamica e intelligente che svolge il suo lavoro di psicoterapeuta nei ghetti, una amante della solitudine, delle buone letture nei parchi ma in grado di cavarsela benissimo anche insieme alla gente”) lo tradisca e intende scoprire la verità. Mr. Mann pensa che la moglie, affascinata dal personaggio scandalo del momento ovvero la protagonista di “Deep Throat”, voglia imitarne le gesta con qualche sconosciuto. A questo punto la scena si interrompe brevemente per mostrarci Pamela (Barbara Bourbon) che, sdraiata nel suo letto intenta a fare colazione, si sottopone alle domande di una sondaggista riccioluta (“Sono qui per apportare un contenuto socialmente redentore al film” affermerà a un certo punto la sondaggista) rispondendo con dei laconici “sì” o “no”. Poi Pamela telefona alla sua amica Klute (Georgina Spelvin), uno strano tipo di prostituta che intende la propria professione quasi fosse una missione sociale. Nel frattempo, nell'anticamera dell'ufficio va in scena un bizzarro siparietto. Un impiegato si avvicina alla segretaria e inizia a masturbarsi lentamente di fronte a lei. La donna reagisce con malcelata indifferenza alla performance dell'uomo che, dopo poco, eiacula abbondantemente sul suo volto.


Frank, accettato l'incarico, pedina la consorte di Mr Mann in un parco pubblico vicino al ponte di Brooklyn. Qui riprende Pamela mentre prima abborda uno sconosciuto (Marc Stevens, soprannominato Mark “10½” Stevens per ovvie ragioni) con una frase che se non fosse detta da lei potrebbe anche apparire volgare (“vuoi divertirti marinaio?”) e poi, al riparo di un cespuglio, esegue su di lui una fellatio (la scena è stata in realtà girata in interni, come si intuisce chiaramente dalle piante in vaso che circondano i due attori, a causa del divieto della municipalità di New York di girare scene di sesso in luoghi pubblici). Soddisfatto di sé, Frank ritorna nell'ufficio di Mr Mann per mostrargli quanto raccolto. Sullo schermo scorrono le immagini al rallenty della fellatio. Convinto che il suo cliente possa rimanere turbato da ciò che ha ripreso nel parco, Frank tenta di fornire una spiegazione psicologica dei comportamenti della donna.
Frank: “La fantasia della gola profonda potrebbe dimostrare l'esistenza di un problema sopraggiunto nel corso della fase orale di sua moglie, cioè all'incirca all'età…”
Mr Mann: “… del consenso”
Frank: “Oh no, molto prima”
“Ha bisogno di un cazzo in gola quanto un'altra donna ha bisogno di una torta al cioccolato in gola”, commenta Eric.
Ma Frank non sembra rendersi conto che Mr Mann non è rimasto affatto turbato dalla scena a cui ha assistito, anzi si direbbe quasi compiaciuto, e continua nella sua spiegazione. Ancora una volta, mentre i due discorrono, nell'anticamera dell'ufficio va in scena il solito siparietto. Solo che questa volta la segretaria ha l'accortezza di indossare un bavaglino di carta per evitare di sporcarsi l'abito.
La scena seguente ci mostra Klute in una stanza d'albergo con Hiram Wood (protagonista insieme a lei di una memorabile sequenza in “The Devil in Miss Jones”). L'uomo finge di essere gay perché desideroso di mettere alla prova le sue abilità di recitazione in vista di un provino a Broadway. Ma anche Georgina finge. Lei sa benissimo che Hiram non è gay e decide di stare al gioco solo perché da tempo desidera andare a letto con lui. Al termine del rapporto l'uomo corre in strada e comunica alla sua fidanzata di aver brillantemente superato la prova. Georgina invece telefona a Pamela e le racconta quel che le è accaduto.
Frank è di nuovo nell'ufficio di Mr Mann. Gli sta mostrando un altro filmato in cui Pamela appare insieme a un'altra donna mentre sta praticando una fellatio a un uomo baffuto. 
Frank: “Il desiderio di rapporti saffici potrebbe invece dimostrare una insicurezza, una inadeguatezza rispetto ai soggetti del sesso opposto”.
Mr Mann: “Forse lei non è in grado di comprendere la profondità, o la semplicità, di Pamela…”
Ma Frank insiste con la sua analisi.


Pamela si reca in un giardino pubblico, si siede su una panchina per leggere un libro ma viene subito raggiunta dalla sondaggista che la sottopone ad altre domande prima di allontanarsi nuovamente. Pamela riprende a leggere il suo libro. Ma dopo pochi istanti un uomo e una donna si siedono accanto a lei e, sotto la minaccia delle armi, la costringono a seguirli.
Ed è qui che interviene il primo taglio. Ho potuto ricostruire quel che segue attraverso la visione di una copia del film censurata in cui però era stata reinserita la scena prelevandola da una copia integrale su cassetta VHS. Devo ammettere che la sequenza mi ha profondamente turbato e la riporto senza compiacimento alcuno, solo per restituire nella sua interezza la trama.
Una mercedes entra in un garage sotterraneo e immediatamente dopo la saracinesca si chiude. A bordo ci sono Pamela e i suoi due rapitori. La donna tenta di scappare correndo verso la porta che dà alle scale ma la trova bloccata. I due rapitori la chiudono in un angolo, DLR imbraccia un fucile e glielo punta contro. Gillis afferra alle spalle Pamela e la trascina sul cofano della macchina. Pamela urla e scalcia. DLR le scopre il seno mentre la schernisce: “Adesso ci divertiremo un po'!”, “Ti piace lottare?”, “Vuoi scendere, non è vero?”. Dopo averle tolto la gonna e le mutandine, la donna inizia a leccare il sesso di Pamela che urla e si contorce per il terrore. Ma, lentamente, sembra iniziare a provare piacere. Gillis inizia a massaggiarle i seni. Pamela, sempre più eccitata, volge il viso verso quello dell'uomo e i due si baciano. Improvvisamente, l'uomo trascina a forza Pamela in un angolo e la fa distendere con le spalle appoggiate a una catasta di pneumatici. Gillis estrae una pistola e la punta contro Pamela. “È il mio turno! Forza, legala” e la complice tira fuori una corda con cui lega i polsi di Pamela. Gillis, sempre puntando la pistola, inizia a masturbare con le dita Pamela. Poi passa l'arma a DLR che continua a schernire Pamela: “Te la sei veramente cavata prima, non è vero? Pensavi di non farcela e invece ci sei riuscita…”, “Riesci a trattenere il fiato? Riesci a respirare sott'acqua? Adesso avrai quel che meriti…”. Gillis si slaccia la patta dei pantaloni mentre DLR urla: “Apri quella bocca, di più! Di più! Succhiagli il cazzo”. Gillis infila il suo pene nella bocca di Pamela e inizia a spingerlo con forza. Pamela però cerca di opporre resistenza. Darby Lloyd Rians afferra allora il membro di Gillis e inizia a leccarlo dopo aver ordinato a Pamela di guardare. Dopo un po', Gillis torna a infilare il suo sesso nella bocca di Pamela. Darby Lloyd Rians continua a impartire ordini alla donna: “Apri la bocca, di più! Succhia quel cazzo! Tieni la testa all'indietro e la bocca aperta!”. Legge anche una sentenza della Corte di Cassazione americana sulla pornografia. Gillis viene in bocca a Pamela e Darby Lloyd Rains grida: “Ingoia! Ingoia! Lecca, lecca ogni goccia!”. Pamela esegue passivamente l'ordine della donna. Alla fine, dopo aver leccato il glande di Gillis, Pamela viene abbandonata nel garage dai due violentatori che si allontanano. Rimane a terra, le mani ancora legate dietro la schiena, le mutandine a poca distanza dalle sue gambe. Fine della sequenza tagliata.
Mentre nell'anticamera dell'ufficio va in scena ancora una volta il solito siparietto, Frank mostra a Mr Mann un altro filmato in cui Pamela e Klute hanno un rapporto lesbico.
Più tardi Pamela telefona da una cabina all'ufficio del marito. La segretaria le comunica che il marito è fuori per una conferenza. Lei lascia detto che si recherà a un ricevimento. Non appena esce dalla cabina la sondaggista la blocca per porgli l'ennesima domanda. Pamela si reca dunque al ricevimento e lì ha un fugace rapporto sessuale con un candidato politico conservatore interpretato da Sonny Landham che, per una sorta di strana ironia, anni dopo si candiderà alla carica di Governatore del Kentucky ma poi sarà costrtto a ritirarsi per problemi procedurali.


Frank è in strada. Ad un certo punto incrocia lo sguardo di Pamela dietro una finestra. I due si osservano a lungo. Poi la donna esce dall'edificio, si siede su una panchina e viene raggiunta dal detective. I due chiaccherano per un po'. Pamela invita l'uomo a casa sua. Ma Frank ha ancora qualcosa da fare prima. Torna nell'ufficio di Mr. Mann. Prima che i due si incontrino vediamo la segretaria che distesa sulla scrivania si masturba e dice all'impiegato che non è più disposta ad accontentarsi di recitare un ruolo passivo. Frank parla con Mr Mann e gli dice di aver incontrato la moglie e di averci parlato. Frank esce dall'ufficio in uno stato di euforia e si reca all'appuntamento. Una volta a casa della donna, le chiede di poter fare una telefonata. Chiama l'ufficio di Mr Mann ma la segretaria gli risponde che il principale è fuori per una conferenza. L'immagine si allarga e vediamo che questa volta è la donna a masturbare l'impiegato. Pamela fa il suo ingresso nella sala dove la attende Frank. Indossa un elegante abito nero. Ad un certo punto ne solleva maliziosamente il bordo mostrando che non indossa mutandine. Frank è ormai ai suoi piedi.
I due si distendono su un tappeto. Un enorme specchio riflette l'immagine dei loro corpi avvinti. Al termine del rapporto i due si appoggiano esausti con le spalle allo specchio. È a questo punto che entra in scena la cameriera di Mr Mann. Frank la guarda sbigottito. È uno dei due violentatori di Pamela. La donna si spoglia e si unisce ai due amanti.
Frank attende Mr Mann in garage. Arriva la macchina dell'uomo. Ad aprirgli la portiera è l'autista, un altro personaggio che Frank ha avuto modo di conoscere. È infatti l'altro violentatore. Frank dice a Mr Mann di aver fallito nell'incarico e, pertanto, di non voler essere pagato.


La scena seguente si svolge in camera di Pamela. La donna sta guardando l'intero girato di Frank. Per la stanza si aggira la sondaggista che pone un'altra domanda alla donna prima che faccia il suo ingresso Mr Mann. La sondaggista se ne va e marito e moglie si distendono sul letto. Commentano le immagini e parlano di Frank, di come egli si sia fatto usare per le loro fantasie. Ad un certo punto al videocitofono suona l'uomo della fellatio nel parco pubblico. Capiamo dalle sue parole che anch'egli è un detective privato che aveva lavorato in precedenza per Mr Mann e che si è prestato al gioco della coppia. Mr Mann e signora, sempre guardando le immagini, fanno sesso con passione. Il film si chiude con una tela che scende dall'alto a coprire i due amanti. Scorrono i titoli di coda in cui si preannuncia un sequel del film (“Pamela Mann's Horn of Plenty”) che non fu mai girato.

SCHEDA TECNICA

The Private Afternoons of Pamela Mann
(USA, 1984, 83 min.)
Regia di Radley Metzger
Sceneggiatura di Radley Metzger
Cast: Barbara Bourbon (Pamela Mann), Eric Edwards (Frank), Alan Marlow (Mr Mann), Georgina Spelvin (la prostituta), Doris Toumarkine (la sondaggista) (con il nome di Lola LaGarce), Marc Stevens (l'uomo del parco), Sonny Landham (il candidato politico), Jamie Gillis (il violentatore) (con il nome di Jamey Gillis), Darby Lloyd Rains (la violentatrice), Kevin Andre (il primo cliente di Frank), Day Jason (la segretaria) (con il nome di Naomi Jason), Levi Richards (Hiram Wood) (con il nome di John Ashton), David Savage (l'impiegato dell'ufficio di Mr Mann).
Prodotto da Ava Leighton (con il nome di L. Sultana)
Direttore della fotografia Paul Glickman (con il nome di Marcel Hall)

giovedì 15 agosto 2013

Behind the Green Door


Il 1972 non fu solo l'anno di “Deep Throat”. Un'altra pellicola pornografica, in realtà un vero e proprio art-movie come vedremo in seguito, fece registrare un enorme successo al botteghino ed entrò a far parte dei più importanti titoli della nascente “Golden Age of Porn”: “Behind the Green Door”. Il film, realizzato da una coppia di fratelli, Jim e Artie Mitchell, allo loro prima esperienza professionale di un certo rilievo dietro alla macchina da presa (fino a quel momento essi avevano gestito a San Francisco il Theater O'Farrell, un cinema porno con annesso un improvvisato set cinematografico in cui venivano realizzati dei brevi cortometraggi, oggetto sovente di irruzioni violente da parte della polizia), rappresentò anche il debutto di un'attrice che in seguito avrebbe fatto molto parlare di sé, Marilyn Chambers. Prima della realizzazione del film, la Chambers aveva raggiunto una certa notorietà per essere stata la testimonial di un detersivo della Procter & Gamble. Se “Behind the Green Door” le impedì di proseguire nella carriera di modella a cui sembrava avviata, è vero anche che fece di lei una vera e propria star del cinema porno.


Il soggetto della storia si basa su un romanzetto circolato tra i soldati all'epoca della Seconda Guerra Mondiale mentre il titolo è un riferimento al brano musicale “The Green Door” eseguito nel 1956 da Bob Davie e Marvin Moore. I Mitchell, che avevano alle spalle una cultura underground e libertaria, affrontano un tema da sempre controverso, quello delle fantasie sessuali femminili. E lo fanno alla loro maniera, mettendo su uno spettacolo raffinato ed ipnotico, una sorta di cabaret pornografico che più che mostrare suggerisce, che punta a liberare lo spettatore dai propri pregiudizi e tabù (“Behind the Green Door” è in assoluto il primo film che mostra scene di sesso interrazziale). I Mitchell, sostenitori di una sessualità libera ed antisistema, erano noti da tempo per le loro anticonformistiche prese di posizione (essi sostenevano infatti che la forma più pura di eccitazione era l'immagine di una donna che si masturbava giacché, sovrapponendo al suo corpo quello di un maschio, il sesso femminile sarebbe scomparso alla vista dello spettatore). Per chi fosse interessato a saperne di più sulla loro vita, suggeriamo la visione del film “Rated X - La vera storia dei re del porno americano”.


Da questo film hanno tratto ispirazione altri lavori, come ad esempio "Cafe Flesh", "Smoker" e "Night Dreams". Ma non solo. Anche Paul Schrader ha ammesso di essere stato fortemente influenzato da questa pellicola per quanto riguarda la stesura della sceneggiatura di “Taxi Driver” (e a questo punto, anche dopo quanto detto in precedenza a proposito di “Deep Throat”, possiamo affermare che “Taxi Driver” deve molto alla “Golden Age of Porn”). E forse lo stesso Stanley Kubrick ha preso spunto da “Behind the Green Door” nella scena dell'orgia in “Eyes Wide Shut”; di sicuro l'avrà visto ai tempi o ne avrà posseduto una copia.


La storia ha inizio di notte lungo una statale. Un uomo (George S. McDonald) è alla guida del suo camion, immerso nei pensieri. La scena cambia. È giorno e il camionista entra in una tavola calda dove incontra un collega. Il cuoco del locale chiede all'uomo di raccontargli la “storia della porta verde”. Flashback: la giovane e bella Gloria (Marilyn Chambers) inizia a flirtare con il camionista mentre entrambi sono seduti ai tavolini della terrazza di un hotel in riva a un lago ma la sera stessa la ragazza viene rapita da due uomini (gli stessi fratelli Mitchell) e condotta al Green Door Club, una sorta di tenebroso night club dove, ad attenderla, c'è un baffuto ed imponente portiere (Ben Davidson, un noto giocatore di football americano dell'epoca) e una donna, Elizabeth Knowles, che le spiega che non le verrà fatto alcun male e che dovrà solo aprirsi ai piaceri a lei riservati. Introdotta nel locale, dopo la presentazione fatta da un mimo (“Signore e signori, state per essere testimoni del rapimento di una donna… una donna la cui paura e ansia iniziali sono addolcite dalla curiosità di ciò che la aspetta. Anche se in un primo momento le sue reazioni potrebbero farvi pensare che sia stata torturata, è vero piuttosto il contrario, perché non verrà fatto alcun male alla rapita. Domani mattina, lei sarà liberata, ignara di tutto tranne del fatto di essere stata amata come mai prima. Forse riconoscerete uno dei vostri amici nel ruolo di vittima. Ricordate, avete giurato di guardare silenziosamente. Se infrangerete questa regola, verrete puniti con severità. Così, sapendo che non avete alcun potere di fermare lo spettacolo, rilassatevi e divertitevi più che potete") di fronte a un pubblico d'ogni età e in maschera, Gloria sembra inizialmente recalcitrante anche se ben presto finirà effettivamente con il lasciarsi andare.


Viene fatta distendere sul palco e stimolata da una mezza dozzina di vestali. Il primo partner con cui ha un rapporto sessuale è invece un muscoloso afroamericano (Johnnie Keyes, un ex-pugile passato al porno) che la possiede con vigore. La scena ha come sottofondo un brano funky (per inciso, Keyes è stato anche un valente musicista jazz). Dopo di lui, Gloria fa sesso con quattro uomini contemporaneamente, alcuni dei quali sospesi a mezza altezza su delle altalene circensi (tra essi Mike Jones, altro attore afroamericano). Il pubblico che si gode lo spettacolo seduto ai tavolini comincia ad eccitarsi e inizia anch'esso a far sesso. La scena finale dell'eiaculazione sul viso di Gloria, girata in slow-motion e con abbondanza di filtri che le conferiscono un effetto decisamente psichedelico, dura circa sette minuti! Alla fine, il camionista narrante, che nel frattempo si era introdotto nel locale, approfittando di un momento di confusione afferra la ragazza e la porta via con sé. Il racconto si conclude qui, nonostante le insistenze del cuoco che chiede di sapere quel che è successo dopo. Il camionista riprende il suo viaggio. È di nuovo notte, forse la stessa notte dell'inizio del film. L'uomo immagina di fare l'amore con Gloria.


Girato con un budget di 60.000 dollari, il film ne incassò venti volte tanto nella sola prima settimana di programmazione, arrivando a totalizzare complessivamente circa 25 milioni di dollari. Si posizionò al quarto posto nella classifica dei film più visti nel 1972 e venne proiettato anche al Festival di Cannes. Secondo il critico Peter Michelson “esiste un ristretto numero di film porno, tra i quali 'Deep Throat', 'The Devil in Miss Jones' e 'Behind the Green Door', che possiedono un minimo ma sufficiente interesse artistico che li distingue da tutti gli altri".
Nel 1986, i Mitchell realizzarono un sequel del film che ebbe però uno scarso successo. Si trattò comunque della prima pellicola hard in cui vennnero utilizzati preservativi.

SCHEDA TECNICA

Behind the Green Door
(USA, 1972, 72 min.)
Regia di Jim e Artie Mitchell
Cast: Marilyn Chambers (Gloria), George S. McDonald (Barry Clark), Johnnie Keyes (primo partner afroamericano di Gloria), Elizabeth Knowles (la tenutaria), Yank Levine (Dudley), Toni Attell (il mimo), Ben Davidson (il portiere), Adrienne Mitchell (la cameriera), Dana Fuller (il cuoco), Dale Meador (l'impiegato dell'hotel) (con il nome di Dale Meade), Jim Mitchell (primo rapitore) (con il nome di James Mitchell), Artie Mitchell (secondo rapitore) (con il nome di Art Mitchell)
Prodotto da Jim e Artie Mitchell
Direttore della fotografia Jon Fontana

martedì 13 agosto 2013

Deep Throat


C'è una scena del film “Taxi Driver” in cui Travis Bickle, interpretato magistralmente da Robert De Niro, porta Betsy (Cybill Shepherd) in un cinema in cui si proietta “Swedish Marriage Manual”. Dopo alcuni istanti di imbarazzo, Betsy decide di alzarsi e di abbandonare la sala. Travis la rincorre e questo è il dialogo che intercorre tra i due personaggi:

Betsy: Ma lei sta scherzando.
Travis: Perché?
Betsy: Questo è un film pornografico.
Travis: No, no no, questo, anzi questo è un film che ci vengono tutti a vederlo. Perfino marito e moglie ci vengono.

Scorsese, come da lui stesso ricordato in una intervista di alcuni anni fa, ebbe l'idea di inserire queste battute ispirandosi a una esperienza realmente vissuta, quando con l'amico e cineasta Brian De Palma si recò a vedere “Deep Throat”. Nel corso della proiezione De Palma notò con stupore e perplessità come la sala fosse particolarmente gremita di coppie sposate, alcune di esse persino mature.


Abbiamo fatto ricorso a questa citazione per far comprendere al meglio come “Deep Throat” ha segnato un punto di svolta nell'immaginario sessuale americano e non solo. Per la prima volta il pubblico mainstream varcava le soglie di una sala a luci rosse senza pudore alcuno. La stessa ex-first lady Jackie Kennedy venne fotografata all'uscita di un cinema in cui si proiettava la pellicola. Alcuni anni dopo, star dello spettacolo come Jack Nicholson, Warren Beatty, Shirley Maclaine, Richard Dreyfuss, Gregory Peck e Ben Gazzara, tra gli altri, si dichiararono pronti a testimoniare in favore di Harry Reems (uno dei protagonisti del film) nel corso del dibattimento processuale intentato dall'FBI contro di lui e altri undici individui con l‘accusa di “cospirazione nel distribuire materiale osceno”.


Perché in effetti, nonostante o proprio a causa del giudizio complessivamente favorevole della critica e di larga parte del pubblico, “Deep Throat” non ebbe vita facile con il governo Nixon, che lo fece processare in 30 città e bandire in 23 stati. Sdoganare la pornografia, pur con ironia e leggerezza, era ancora un azzardo nei confronti dell'establishment repubblicano dell'epoca. Ci consola il fatto che poco dopo lo stesso Nixon, per una sorta di legge del contrappasso, vide la sua carriera distrutta da un'altra “gola profonda”, quella del Watergate.
L'importanza di “Deep Throat” è anche però quella di aver dato inizio al mercato del cinema pornografico, alla sua diffusione mercantile. Prima c'erano solo pellicole prive di una struttura narrativa e di una recitazione convincente, dopo ci furono capolavori dell'hard quali “The Devil in Miss Jones” o “Behind the Green Door”. La stessa Linda Lovelace può essere annoverata come la prima pornostar, ma una pornostar diversa da quelle che conosciamo oggi, la personificazione della donna sessualmente emancipata, quella che afferma sfacciatamente e provocatoriamente di provare piacere a fare davanti alla cinepresa ciò che le altre attrici fanno una volta questa spenta, salvo poi denunciare alcuni anni dopo in una controversa autobiografia di essere stata costretta dal marito a girare quelle scene. Non potevamo dunque esimerci, nell'iniziare una panoramica della “Golden Age of Porn”, dal partire da “Deep Throat”.


L'idea del progetto si deve a Charles “Chuck” Traynor, un ex-marine che per un certo periodo aveva gestito dei bordelli in Giappone. Al suo ritorno negli Stati Uniti egli apre un topless-bar e prende sotto la sua “protezione” una certa Linda Susan Boreman, alias Linda Lovelace, insegnandole la tecnica della “gola profonda” che, così come sanno i mangiatori di spade, consiste nel controllare l'istinto di deglutizione normalmente provocato dalla faringe. In tal modo, è possibile introdurre il pene fino in fondo, quali che siano le sue dimensioni. Da qui l'idea per il titolo del film che Traynor aveva nel frattempo maturato di realizzare. Egli prende contatto con Gerard Damiano (che firmerà l'opera con lo pseudonimo di Jerry Gerard e si ritaglierà finanche una particina), un ex-parrucchiere convertitosi alla cinematografia, e si assicura i fondi necessari coinvolgendo nell'operazione la Plymouth Distributing di proprietà di Louis "Butchie" Peraino (citato nei titoli di coda del film con lo pseudonimo "Lou Perry"), una casa di distribuzione cinematografica tirata su grazie al denaro di suo padre Anthony Peraino e dello zio Joe "The Whale" Peraino, entrambi membri della famiglia mafiosa dei Colombo. Restava a quel punto solo da assegnare la parte della protagonista e, ovviamente, questa spettò a Linda Lovelace, divenuta nel frattempo sua moglie. 
Le riprese iniziarono nel gennaio 1972 a North Miami, in Florida, per proseguire poi, limitatamente però ad alcune scene interpretate da una splendida Carol Connors e da Harry Reems, a New York. Si calcola che il film incassò una cifra complessiva intorno ai 600 milioni di dollari a fronte delle poche migliaia che era costato. Gerard Damiano, su pressione dei produttori in odor di mafia, fu costretto ad accettare una somma di 25.000 dollari per rinunciare alla sua percentuale, una volta che il film divenne famoso.


La trama è presto detta: Linda, una prostituta, è sessualmente insoddisfatta (“voglio sentire le campane, vedere le dighe che si aprono” è il suo desiderio non tanto recondito) e decide di parlarne con la collega Jenny. Quest'ultima cerca di aiutare l'amica organizzando incontri con dei superdotati da lei stessa testati in precedenza, pensando che il problema sia semplicemente legato alle dimensioni del membro. Questi vengono invitati nella casa in cui le due amiche coabitano e ad ognuno di essi è assegnato un numero, come per la fila alle Poste. Gli uomini sono ridotti, in un sussulto forse di femminismo, a semplici soggetti passivi a disposizione del piacere femminile. L'orgia che segue assume dei connotati esilaranti grazie soprattutto all'uso irriverente che il regista fa della colonna sonora (il brano “Bubbles”, con i suoi gorgoglii di sottofondo, ha una funzione quasi onomatopeica nel sottolineare il momento l'eiaculazione finale; altrove, Damiano inserisce battute dissacranti per il genere come quando Jenny si rivolge al partner che le sta praticando un cunnilingus dicendogli: "Do you mind if I smoke while you eat?"). Ma anche così Linda non riesce a raggiungere l'orgasmo e, frustrata, decide di chiedere lumi al dottor Young, un bizzarro psicologo postfreudiano che evidentemente s'intende anche di ginecologia il quale, dopo attenta analisi delle sue parti intime e della cavità orale, le svelerà che il suo problema, se tale è lecito definirlo, dipende dal fatto di avere il clitoride in gola. L'unico modo dunque per lei di provare piacere rimane quello di esercitarsi nella pratica della fellatio. E il buon dottor Young non finisce di stupire giacché, generosamente, si offre anche come fisioterapista. Tra momenti esilaranti contrassegnati da battute ad effetto (di fronte al dottore che ride di lei per via della sua particolarità la ragazza risponderà piccata: “How would you like it if your balls were in your ears?”) Linda farà dapprima pratica con lui per poi iniziare a lavorare come infermiera fornendo prestazioni particolari ai pazienti del dottore usando la tecnica della gola profonda. Alla fine riuscirà a raggiungere l'orgasmo tanto agognato e vedrà effettivamente immagini di campane che suonano, dighe che tracimano, razzi che partono verso il cosmo, fuochi d'artificio.


Un montaggio analogico degno di Eisenstein e del suo “Staroye i novoye” in cui il regista sovietico suggeriva l'idea dell'orgasmo mostrando una mungitrice meccanica in azione, come ha giustamente fatto notare qualcuno. Più prosaicamente, i più noteranno evidenti somiglianze con l'“analoga” scena dell'amplesso tra Leslie Nielsen e Priscilla Presley nel film dei fratelli Zucker “Una pallottola spuntata 2 e ½”. In fondo il cinema, come la pittura, la scrittura e tutte le arti in genere, è sostanzialmente un rimando di citazioni. Deep throat to you all!

SCHEDA TECNICA

La vera gola profonda
"Deep Throat" (titolo originale)
(USA, 1972, 61 min.)
Regia di Gerard Damiano (con il nome di Jerry Gerard)
Sceneggiatura di Gerard Damiano (con il nome di Jerry Gerard)
Cast: Harry Reems (dottor Young), Dolly Sharp (Helen), Bill Harrison (Maltz), William Love (Wilber Wang), Carol Connors (l'assistente del dottor Young), Bob Phillips (Fenster), Linda Lovelace (sé stessa), Ted Street (il ragazzo delle consegne) (con il nome di Michael Powers), Gerard Damiano (con il nome di Al Gork), John Byron, Jack Birch, Ron Wertheim
Prodotto da Phil Parisi (con il nome di Phil Perry) e Louis Peraino (con il nome di Lou Perry)
Direttore della fotografia João Fernandes (con il nome di Harry Flecks)

Nota: la pellicola venne proiettata per la prima volta in Italia il 14 ottobre 1976 in una versione censurata e, integralmente, il 3 maggio 1979.