domenica 2 febbraio 2014

The Private Afternoons of Pamela Mann

Nella prima metà degli anni settanta, dopo il successo di pubblico di “Deep Throat” o “Behind the Green Door”, la critica si accorse che alcuni film porno avevano in sé tali e tante qualità da costringerla ad occuparsene con la medesima attenzione che rivolgeva alla cinematografia mainstream. Così accadde anche per “The Private Afternoons of Pamela Mann”, una sofisticata commedia magistralmente diretta da Radley Metzger in cui i personaggi si rivelano nel corso della storia diversi da quel che sembrano o fingono di essere. “The Private Afternoons of Pamela Mann” sancisce anche l'esordio nel genere porno di Radley Metzger.
Il film fu girato in meno di una settimana a causa dello scarso budget che la produzione mise a disposizione del regista, conseguenza diretta forse dell'insuccesso della sua precedente opera. Eppure, i valori tecnici (la fotografia in primis) sono eccellenti e la sceneggiatura arguta e divertente. Per ovviare a possibili problemi di censura, fu operato un taglio di circa sette minuti di una sequenza di cui si dirà in seguito.
Da un punto di vista squisitamente tecnico segnalo che il film, girato in Super16 come quasi tutte le opere di Metzger, comporta un effetto “widescreen” (di allungamento) che se a schermo pieno, come nel caso delle sale cinematografiche, è ininfluente per la visione, non lo è invece nel caso di fruizione domestica del film. Ecco perché a volte l'immagine appare lievemente bloccata al centro.


I titoli di testa del film scorrono sull'immagine di una donna che si sta truccando. Un artificio, un inganno per dare di sé un'altra immagine. Una musichetta da fiera di paese fa da contrappunto e così accadrà in tutti i momenti salienti della pellicola.
Frank (Eric Edwards), un detective privato e “voyeur da generazioni” come confiderà in seguito, si aggira munito di caschetto con telecamera incorporata all'esterno di un palazzo riprendendo di nascosto quel che avviene al di là di una finestra: una donna sta praticando una fellatio a un uomo. Scopriamo che Frank è un detective privato (un classico personaggio di molti film della Golden Age) specializzato in adulterio. Nella scena successiva Frank sta mostrando a un uomo la prova del tradimento. L'uomo reagisce con rabbia alla visione del filmato, si chiede come lui, sì lui, abbia potuto farlo ed è chiaro a questo punto l'orientamento sessuale del cliente.
Frank si reca a un appuntamento in un palazzo nel centro di Manhattan. Mr. Mann, un editore di riviste per soli uomini interpretato da Alan Marlow, sospetta che sua moglie (“una donna dinamica e intelligente che svolge il suo lavoro di psicoterapeuta nei ghetti, una amante della solitudine, delle buone letture nei parchi ma in grado di cavarsela benissimo anche insieme alla gente”) lo tradisca e intende scoprire la verità. Mr. Mann pensa che la moglie, affascinata dal personaggio scandalo del momento ovvero la protagonista di “Deep Throat”, voglia imitarne le gesta con qualche sconosciuto. A questo punto la scena si interrompe brevemente per mostrarci Pamela (Barbara Bourbon) che, sdraiata nel suo letto intenta a fare colazione, si sottopone alle domande di una sondaggista riccioluta (“Sono qui per apportare un contenuto socialmente redentore al film” affermerà a un certo punto la sondaggista) rispondendo con dei laconici “sì” o “no”. Poi Pamela telefona alla sua amica Klute (Georgina Spelvin), uno strano tipo di prostituta che intende la propria professione quasi fosse una missione sociale. Nel frattempo, nell'anticamera dell'ufficio va in scena un bizzarro siparietto. Un impiegato si avvicina alla segretaria e inizia a masturbarsi lentamente di fronte a lei. La donna reagisce con malcelata indifferenza alla performance dell'uomo che, dopo poco, eiacula abbondantemente sul suo volto.


Frank, accettato l'incarico, pedina la consorte di Mr Mann in un parco pubblico vicino al ponte di Brooklyn. Qui riprende Pamela mentre prima abborda uno sconosciuto (Marc Stevens, soprannominato Mark “10½” Stevens per ovvie ragioni) con una frase che se non fosse detta da lei potrebbe anche apparire volgare (“vuoi divertirti marinaio?”) e poi, al riparo di un cespuglio, esegue su di lui una fellatio (la scena è stata in realtà girata in interni, come si intuisce chiaramente dalle piante in vaso che circondano i due attori, a causa del divieto della municipalità di New York di girare scene di sesso in luoghi pubblici). Soddisfatto di sé, Frank ritorna nell'ufficio di Mr Mann per mostrargli quanto raccolto. Sullo schermo scorrono le immagini al rallenty della fellatio. Convinto che il suo cliente possa rimanere turbato da ciò che ha ripreso nel parco, Frank tenta di fornire una spiegazione psicologica dei comportamenti della donna.
Frank: “La fantasia della gola profonda potrebbe dimostrare l'esistenza di un problema sopraggiunto nel corso della fase orale di sua moglie, cioè all'incirca all'età…”
Mr Mann: “… del consenso”
Frank: “Oh no, molto prima”
“Ha bisogno di un cazzo in gola quanto un'altra donna ha bisogno di una torta al cioccolato in gola”, commenta Eric.
Ma Frank non sembra rendersi conto che Mr Mann non è rimasto affatto turbato dalla scena a cui ha assistito, anzi si direbbe quasi compiaciuto, e continua nella sua spiegazione. Ancora una volta, mentre i due discorrono, nell'anticamera dell'ufficio va in scena il solito siparietto. Solo che questa volta la segretaria ha l'accortezza di indossare un bavaglino di carta per evitare di sporcarsi l'abito.
La scena seguente ci mostra Klute in una stanza d'albergo con Hiram Wood (protagonista insieme a lei di una memorabile sequenza in “The Devil in Miss Jones”). L'uomo finge di essere gay perché desideroso di mettere alla prova le sue abilità di recitazione in vista di un provino a Broadway. Ma anche Georgina finge. Lei sa benissimo che Hiram non è gay e decide di stare al gioco solo perché da tempo desidera andare a letto con lui. Al termine del rapporto l'uomo corre in strada e comunica alla sua fidanzata di aver brillantemente superato la prova. Georgina invece telefona a Pamela e le racconta quel che le è accaduto.
Frank è di nuovo nell'ufficio di Mr Mann. Gli sta mostrando un altro filmato in cui Pamela appare insieme a un'altra donna mentre sta praticando una fellatio a un uomo baffuto. 
Frank: “Il desiderio di rapporti saffici potrebbe invece dimostrare una insicurezza, una inadeguatezza rispetto ai soggetti del sesso opposto”.
Mr Mann: “Forse lei non è in grado di comprendere la profondità, o la semplicità, di Pamela…”
Ma Frank insiste con la sua analisi.


Pamela si reca in un giardino pubblico, si siede su una panchina per leggere un libro ma viene subito raggiunta dalla sondaggista che la sottopone ad altre domande prima di allontanarsi nuovamente. Pamela riprende a leggere il suo libro. Ma dopo pochi istanti un uomo e una donna si siedono accanto a lei e, sotto la minaccia delle armi, la costringono a seguirli.
Ed è qui che interviene il primo taglio. Ho potuto ricostruire quel che segue attraverso la visione di una copia del film censurata in cui però era stata reinserita la scena prelevandola da una copia integrale su cassetta VHS. Devo ammettere che la sequenza mi ha profondamente turbato e la riporto senza compiacimento alcuno, solo per restituire nella sua interezza la trama.
Una mercedes entra in un garage sotterraneo e immediatamente dopo la saracinesca si chiude. A bordo ci sono Pamela e i suoi due rapitori. La donna tenta di scappare correndo verso la porta che dà alle scale ma la trova bloccata. I due rapitori la chiudono in un angolo, DLR imbraccia un fucile e glielo punta contro. Gillis afferra alle spalle Pamela e la trascina sul cofano della macchina. Pamela urla e scalcia. DLR le scopre il seno mentre la schernisce: “Adesso ci divertiremo un po'!”, “Ti piace lottare?”, “Vuoi scendere, non è vero?”. Dopo averle tolto la gonna e le mutandine, la donna inizia a leccare il sesso di Pamela che urla e si contorce per il terrore. Ma, lentamente, sembra iniziare a provare piacere. Gillis inizia a massaggiarle i seni. Pamela, sempre più eccitata, volge il viso verso quello dell'uomo e i due si baciano. Improvvisamente, l'uomo trascina a forza Pamela in un angolo e la fa distendere con le spalle appoggiate a una catasta di pneumatici. Gillis estrae una pistola e la punta contro Pamela. “È il mio turno! Forza, legala” e la complice tira fuori una corda con cui lega i polsi di Pamela. Gillis, sempre puntando la pistola, inizia a masturbare con le dita Pamela. Poi passa l'arma a DLR che continua a schernire Pamela: “Te la sei veramente cavata prima, non è vero? Pensavi di non farcela e invece ci sei riuscita…”, “Riesci a trattenere il fiato? Riesci a respirare sott'acqua? Adesso avrai quel che meriti…”. Gillis si slaccia la patta dei pantaloni mentre DLR urla: “Apri quella bocca, di più! Di più! Succhiagli il cazzo”. Gillis infila il suo pene nella bocca di Pamela e inizia a spingerlo con forza. Pamela però cerca di opporre resistenza. Darby Lloyd Rians afferra allora il membro di Gillis e inizia a leccarlo dopo aver ordinato a Pamela di guardare. Dopo un po', Gillis torna a infilare il suo sesso nella bocca di Pamela. Darby Lloyd Rians continua a impartire ordini alla donna: “Apri la bocca, di più! Succhia quel cazzo! Tieni la testa all'indietro e la bocca aperta!”. Legge anche una sentenza della Corte di Cassazione americana sulla pornografia. Gillis viene in bocca a Pamela e Darby Lloyd Rains grida: “Ingoia! Ingoia! Lecca, lecca ogni goccia!”. Pamela esegue passivamente l'ordine della donna. Alla fine, dopo aver leccato il glande di Gillis, Pamela viene abbandonata nel garage dai due violentatori che si allontanano. Rimane a terra, le mani ancora legate dietro la schiena, le mutandine a poca distanza dalle sue gambe. Fine della sequenza tagliata.
Mentre nell'anticamera dell'ufficio va in scena ancora una volta il solito siparietto, Frank mostra a Mr Mann un altro filmato in cui Pamela e Klute hanno un rapporto lesbico.
Più tardi Pamela telefona da una cabina all'ufficio del marito. La segretaria le comunica che il marito è fuori per una conferenza. Lei lascia detto che si recherà a un ricevimento. Non appena esce dalla cabina la sondaggista la blocca per porgli l'ennesima domanda. Pamela si reca dunque al ricevimento e lì ha un fugace rapporto sessuale con un candidato politico conservatore interpretato da Sonny Landham che, per una sorta di strana ironia, anni dopo si candiderà alla carica di Governatore del Kentucky ma poi sarà costrtto a ritirarsi per problemi procedurali.


Frank è in strada. Ad un certo punto incrocia lo sguardo di Pamela dietro una finestra. I due si osservano a lungo. Poi la donna esce dall'edificio, si siede su una panchina e viene raggiunta dal detective. I due chiaccherano per un po'. Pamela invita l'uomo a casa sua. Ma Frank ha ancora qualcosa da fare prima. Torna nell'ufficio di Mr. Mann. Prima che i due si incontrino vediamo la segretaria che distesa sulla scrivania si masturba e dice all'impiegato che non è più disposta ad accontentarsi di recitare un ruolo passivo. Frank parla con Mr Mann e gli dice di aver incontrato la moglie e di averci parlato. Frank esce dall'ufficio in uno stato di euforia e si reca all'appuntamento. Una volta a casa della donna, le chiede di poter fare una telefonata. Chiama l'ufficio di Mr Mann ma la segretaria gli risponde che il principale è fuori per una conferenza. L'immagine si allarga e vediamo che questa volta è la donna a masturbare l'impiegato. Pamela fa il suo ingresso nella sala dove la attende Frank. Indossa un elegante abito nero. Ad un certo punto ne solleva maliziosamente il bordo mostrando che non indossa mutandine. Frank è ormai ai suoi piedi.
I due si distendono su un tappeto. Un enorme specchio riflette l'immagine dei loro corpi avvinti. Al termine del rapporto i due si appoggiano esausti con le spalle allo specchio. È a questo punto che entra in scena la cameriera di Mr Mann. Frank la guarda sbigottito. È uno dei due violentatori di Pamela. La donna si spoglia e si unisce ai due amanti.
Frank attende Mr Mann in garage. Arriva la macchina dell'uomo. Ad aprirgli la portiera è l'autista, un altro personaggio che Frank ha avuto modo di conoscere. È infatti l'altro violentatore. Frank dice a Mr Mann di aver fallito nell'incarico e, pertanto, di non voler essere pagato.


La scena seguente si svolge in camera di Pamela. La donna sta guardando l'intero girato di Frank. Per la stanza si aggira la sondaggista che pone un'altra domanda alla donna prima che faccia il suo ingresso Mr Mann. La sondaggista se ne va e marito e moglie si distendono sul letto. Commentano le immagini e parlano di Frank, di come egli si sia fatto usare per le loro fantasie. Ad un certo punto al videocitofono suona l'uomo della fellatio nel parco pubblico. Capiamo dalle sue parole che anch'egli è un detective privato che aveva lavorato in precedenza per Mr Mann e che si è prestato al gioco della coppia. Mr Mann e signora, sempre guardando le immagini, fanno sesso con passione. Il film si chiude con una tela che scende dall'alto a coprire i due amanti. Scorrono i titoli di coda in cui si preannuncia un sequel del film (“Pamela Mann's Horn of Plenty”) che non fu mai girato.

SCHEDA TECNICA

The Private Afternoons of Pamela Mann
(USA, 1984, 83 min.)
Regia di Radley Metzger
Sceneggiatura di Radley Metzger
Cast: Barbara Bourbon (Pamela Mann), Eric Edwards (Frank), Alan Marlow (Mr Mann), Georgina Spelvin (la prostituta), Doris Toumarkine (la sondaggista) (con il nome di Lola LaGarce), Marc Stevens (l'uomo del parco), Sonny Landham (il candidato politico), Jamie Gillis (il violentatore) (con il nome di Jamey Gillis), Darby Lloyd Rains (la violentatrice), Kevin Andre (il primo cliente di Frank), Day Jason (la segretaria) (con il nome di Naomi Jason), Levi Richards (Hiram Wood) (con il nome di John Ashton), David Savage (l'impiegato dell'ufficio di Mr Mann).
Prodotto da Ava Leighton (con il nome di L. Sultana)
Direttore della fotografia Paul Glickman (con il nome di Marcel Hall)

sabato 1 febbraio 2014

In the Flesh


Dal 5 all'8 dicembre scorso si è svolto presso l'Anthology Film Archives di Manhattan la retrospettiva “In the Flesh” dedicata alla “Golden Age of Porn”. Quattro le pellicole che sono state riproiettate a distanza di molti anni dalla loro uscita su grande schermo: “High Rise” di Danny Steinmann, “Through the Looking Glass” di Jonas Middleton, “Take Off” di Armand Weston e “Wanda Whips Wall Street” di Larry Revene. I titoli prescelti coprono un arco temporale di circa dieci anni, dal 1973 al 1982. Il curatore della retrospettiva, Casey Scott, ha affermato che “non è stato facile scegliere allestire il cartellone. C'erano molti altri titoli che avremmo voluto proporre al pubblico ma, sfortunatamente, non è stato possibile rintracciarne le copie ormai rarissime. I film della Golden Age non godono della stessa rispettabilità accordata a quelli mainstream ma molti di loro rimangono pur sempre degli ottimi film”. La retrospettiva riprenderà a marzo di quest'anno proponendo altri quattro titoli. Alle proiezioni hanno partecipato anche i registi e gli attori delle quattro pellicole in programma nonché un folto numero di critici e studiosi del genere. Appuntamento dunque, per chi si trovasse di passaggio a New York, al prossimo marzo per una nuova carrellata di titoli della “Golden Age of Porn”.

mercoledì 29 gennaio 2014

Lialeh

“Lialeh” è considerato il primo film hard “nero” per quanto non tutti gli attori siano di origine afroamericana. Ciò che però lo rende davvero meritevole di essere visto è più che altro l'ottima colonna sonora funky realizzata da Bernard Lee "Pretty" Purdie, un percussionista che può vantare collaborazioni con Miles Davis, Curtis Mayfield, Aretha Franklin, The Last Poets (ottimi, ve li consiglio spassionatamente), The Rolling Stones, James Brown, The Beatles, Hall and Oates, B.B. King, Steele Dan (può bastare?).


Realizzato da Barron Bercovichy narra la storia di Lialeh (Jennifer Leigh), una giovane donna in cerca di lavoro nella Grande Mela. Riuscirà a trovarlo nel locale di Arlo dove si esibirà come cantante e ballerina. Il resto del film è un susseguirsi di situazioni che vedranno coinvolti Lilaleh e Arlo. Le copie in circolazione lasciano molto a desiderare in quanto a qualità ma va considerato che questo film risale al 1974 e che, soprattutto, non ha goduto di grande distribuzione in seguito. Ma, ripeto, va apprezzato principalmente per la colonna sonora. Ora io non so se è vero quanto afferma la vulgata popolare, e cioè che i neri siano maggiormente dotati della virtù meno apparente rispetto ai bianchi, certo è che il funky lo suonano decisamente meglio.

SCHEDA TECNICA

Lialeh
(USA, 1974, 76 min.)
Regia di Barron Bercovichy
Sceneggiatura di Barron Bercovichy
Cast: Jennifer Leigh (Lialeh), Lawrence Pertillar (Arlo), Darryl Speer (Chasin), John D. Montgomery (il prete).
Prodotto da Kenneth Elliot e Lewis Jackson
Direttore della fotografia Paul Goldsmith

Sexcapades

“Sexcapades” è uno dei primi titoli che negli anni ottanta segna il nuovo corso pornografico di Ronald Sullivan (che da quel momento in poi utilizzarà lo pseudonimo di Henri Pachard). Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta Sullivan aveva diretto una serie di film sul genere sexploitation. “Babylon Pink” fu l'esordio nell campo dell'hard, cui faranno seguito altri cinque o sei titoli (tra cui il sequel di “The Devil in Miss Jones” e “Mascara”) prima di giungere a girare nel 1983 il film che mi accingo oggi a recensire. “Sexcapades” è, a suo modo, un film intelligente, che getta uno sguardo critico sul mondo del cinema hard e indaga su un sentimento raramente da questo rappresentato, ovvero la gelosia. Ma “Sexcapades” ha l'indubbio merito di trattare questi temi con ironia e leggerezza. La sceneggiatura è ben scritta, la macchina da presa è usata con maestria professionale e gli attori e le attrici sono credibili nelle loro parti (su tutti sottolineo Sharon Mitchell). Purtroppo, come spesso accade per i film della “Golden Age of Porn”, non esiste una versione doppiata in italiano (o almeno non che io sappia). È ciò si rivela essere un gap perché i dialoghi sono in questo caso un elemento centrale del film, al pari delle scene di sesso. Non essendo un gran conoscitore della lingua inglese, ammetto di aver dovuto attingere ad altre recensioni sul web per ricostruire alcuni dialoghi che di primo acchito non ero riuscito a comprendere appieno. Fatta questa ammissione, passo ora alla trama.


Il film si apre con Yvonne (Joanna Storm) e Billy (Alan Adrian) che si stanno sottoponendo a un provino nell'ufficio del produttore Lorraine Loveborn (Lee Carroll) e del regista e suo ex-marito Harry Crocker (Eric Edwards). La coppia di aspiranti attori cerca di mostrare le proprie capacità interpretative ma il risultato è a dir poco comico. Yvonne prima esegue una fellatio (“Vedete come tengo stretta la base del suo cazzo? Rimarrà duro per tutto il tempo che voglio…” commenta), poi si mette a cavalcioni dell'uomo (non prima però di aver posizionato sotto le ginocchia dei calzini per evitare di arrossarsele), infine costringe il partner stremato a ritardare l'orgasmo pur di poter mostrare altre posizioni. Il tutto tra telefoni che squillano, segretarie che entrano ed escono dall'ufficio scavalcando i due e sotto lo sguardo perplesso dei due esaminatori.


Lorraine e Harry sono in macchina per le strade di New York. Apprendiamo dal loro dialogo che il regista si era ritirato sette anni prima dall'industria del porno per rifarsi una “verginità” nel campo dei documentari in presa diretta. Ma le cose non sono andate come egli sperava e, a parte qualche riconoscimento ottenuto, le sue finanze non gli consentono di proseguire oltre. Ha dunque accettato l'offerta di Lorraine di girare un ultimo porno in cambio di un bel po' di soldi.
È sera e Harry è a casa in compagnia della moglie Miriam. I due discutono. La donna non è d'accordo con la scelta di Harry, soprattutto dopo che questi le comunica che il film sarà girato nella loro casa. Una volta sotto le lenzuola, Harry tenta un approccio sessuale con la moglie che si dimostra alquanto pudica.
Harry: Forza, apri le gambe!
Miriam: Perché?
Harry: Perché ho il cazzo duro e gonfio.
Miriam: Non parlare così!
Harry: Così come?
Miriam: Con questo linguaggio sconcio.
Harry: (canzonandola) La mia virilità, fieramente eretta, desidera immergersi nei suoi celestiali segreti… Il mio galletto è pronto a fare chicchirichi… Il mio soldato è in piedi sull'attenti con il desiderio di…
Miriam: di…?
Harry: …succhiarti la figa!
Miriam: Zitto, che svegli la cameriera!
Ad un certo punto Miriam chiede al marito: “Non possiamo fare l'amore?” e lui, di rimando: “”Ti amo, ora scopami!”. Ma quando l'uomo prova a inserirle un dito nell'ano la donna si ritrae. Dopo un po' Harry tira fuori il suo membro dal sesso della moglie e le viene sulle natiche. “Perché l'hai tolto?” domanda Miriam. “Non lo so…” risponde Harry. I loro desideri evidentemente non coincidono più, ciò che da questo momento in poi seguirà non farà altro che allontanarli sempre di più.
La mattina successiva Miriam propone a Harry di utilizzare uno pseudonimo per firmare il film. “Sono un regista! Non posso usare un nome diverso!”, risponde Harry. “Ma si tratta di un porno, di un film in fondo…”, ribatte Miriam.
Bridget (Sharon Kane) si presenta a casa Crocker per un provino. Ad aprirle la porta è la cameriera Mi Ting (Mai Lin) che, sorpresa, apprende che la ragazza è lì per il posto di cameriera. Si tratta evidentemente di un equivoco e Bridget rassicura Mi Ting che si tratta soltanto di un ruolo cinematografico. Una volta al cospetto di Harry, Bridget snocciola il suo curriculum: “Ho girato alcuni loop a San Francisoo… Ho succhiato il cazzo di Johnny…”. Ma Harry la interrompe, non è interessato all'esperienza passata della ragazza né tantomeno alla sua offerta di fargli una fellatio in bagno. Pretende solo che lei legga il copione relativamente alle parti che la riguardano. Ma Bridget pecca nella recitazione e alla fine Harry decide di non scritturarla.


È giunto finalmente il giorno dell'inizio delle riprese. Il set viene allestito mentre Harry (che occorre leggere come alter ego di Henri Pachard) si trova subito posto di fronte a un problema: il copione prevede una scena di sesso tra Byron (Michael Bruce) e la sua cameriera Felicia (Ashley Wells) ma i due attori si dimostrano goffi e dimenticano addirittura le battute.
Byron: (gridando) Oui! Oui!
Felicia: Ma non sei ancora entrato dentro!
Harry fa notare che “nessun uomo si sognerebbe di scopare la propria cameriera in bagno quando questa è intenta a pulire le piastrelle”.
Ad un certo punto si ode una voce fuori campo: “Harry, guarda i lividi sul culo di Felicia! Trucco, dov'è il trucco?” (per inciso il ruolo della truccatrice è interpretato dalla mitica Candida Royalle).
Alla fine Byron tira fuori il suo membro e viene sulle natiche dell'attrice. Harry si accascia sul divano e, rivolgendosi a Lorraine, commenta: “L'ha tirato fuori e le è venuto sul culo! Ma chi lo farebbe? Questo non accade nella realtà!” (che poi è ciò che aveva fatto con la moglie la sera prima…). Alle riprese ha assistito una sempre più interessata Mi Ting.
Bridget si reca nell'ufficio di Lorraine per lamentarsi di non essere stata scelta per il ruolo della cameriera. Ad un certo punto il produttore tira fuori da un cassetto della scrivania uno strap-on e lo porge a Bridget chiedendole: “Come ci si sente con un cazzo?”. Imponendo alla ragazza il ruolo del maschio, Lorraine intende evidentemente spiegarle come dovrebbe muoversi sul set ma, in realtà, la donna coglie anche l'occasione per dare sfogo alle sue fantasie di sottomissione.
“Capisci cosa vede un uomo quando una donna gli succhia il cazzo?”, domanda Lorraine dopo aver eseguito una fellatio sul membro di gomma che indossa Bridget.
“Afferralo e fatti una sega, come un uomo”, continua Lorraine prima di ordinare a Bridget di prenderla da dietro. La scena è altamente erotica per quanto rivelatrice di un disturbo della personalità che Lorraine evidentemente vive. Alla fine del rapporto una Bridget molto più consapevole di sé e delle proprie capacità amatoriali commenta: “È stato incredibile, eccitante. Non l'avrei mai immaginato…”
Bridget ha ottenuto finalmente l'agognata parte e la ritroviamo sul set intenta a recitare attorniata dalla troupe. La scena è commentata fuoricampo da una rauca voce femminile. Ad un certo punto compare Miriam che, rivolgendosi al marito, sibila: “Harry, puoi dire loro di non scopare sulla poltrona? L'ho appena pulita”.
La mattina dopo i due discutono nuovamente.
Miriam: Non ne posso più… sai una cosa Harry, mi fai schifo…
Harry: Vaffanculo!
Miriam: Che cosa hai detto?
Harry: Ma insomma, che dovrei fare? Ammettere che sono un miserabile, che mi fa schifo il lavoro che faccio? Beh, lascia che ti dica una cosa Miriam: sarà un film fantastico.
Miriam: ma è solo un film del cazzo, un porno di merda.
Harry: Solo questo ci vedi? Non pensi che possa cambiare le pesone, eccitarle? Non c'è nulla di sbagliato in tutto ciò e potrebbe rivelarsi per te di un'esperienza nuova…
Miriam: Cosa stai cercando di dirmi? Che sono frigida?
Harry: diciamo che non sei esattamente quella che si potrebbe definire una donna orgasmica…
Miriam: (andandosene) Vaffanculo!


Maryanne (Tiffany Clark) si lamenta per i costumi e chiede a Harry di incontrare prima il proprio partner. Ma il regista non vuole: “Tesoro, devo tenerti lontana da lui… nella storia i due personaggi non si incontrano fino al momento in cui fanno l'amore”.
Alex, il partner di Maryanne (George Payne) fa la sua comparsa in scena. Indossa un accappatoio blu, quello di Harry. “L'ho trovato in bagno…” si giustifica.
I due attori si distendono sul letto e iniziano a fare sesso con passione. Harry è vicino a loro, suggerisce posizioni e mimica facciale. Ad un certo punto Maryanne avvolge le braccia intorno al collo di Harry e lo bacia. Alla scena assiste una sempre più infuriata Miriam. Harry la guarda e sogghigna.
Il giorno dopo Miriam si rivolge al marito con queste parole: “Tu non stai facendo questo film per soldi”, poi esce di casa per andare a fare compere. Harry, ancora in pigiama, sale al piano di sopra. Nota Mi Ting in bagno, inginocchiata in terra per pulire le piastrelle. Entra, accarezza il volto della ragazza e poi la invita a succhiargli il membro. Mi Ting esegue docilmente. Poi la solleva e la adagia sul lavandino. La penetra. Per tutta la scena i due rimangono vestiti. Poi nuovamente si fa succhiare il membro. Proprio in quel momento Miriam, rientrata prima del previsto in casa, li scopre in quella compromettente situazione.


Mi Ting scappa di casa mentre Miriam e Harry litigano. La donna urla che non finirà mai di girare il film, di sicuro non in quella casa prima di intimargli di andarsene per sempre. Harry, dopo aver gironzolato con una valigia per le strade di New York (ad un certo punto passa accanto a un cinema in cui proiettano tre film pornografici, “Morning Touch”, interpretato da Sharon Mitchell, “Hot Babes” e “Bad Little Girl”) si reca a casa della ex-moglie Lorraine. I due si distendono sul divano e Harry racconta alla donna quanto è accaduto. Ad un certo punto appare Mi Ting non più vestita da cameriera ma con indosso un tipico vestitino orientale di seta rossa. Offre ai due da bere, poi insieme a Lorraine inizia a fare sesso con Harry. Ma si tratta soltanto di una fantasia dell'uomo che, ridestatosi, osserva con interesse le due donne prima di abbandonarsi insieme a loro e senza più inibizioni di sorta ai piaceri della carne.

SCHEDA TECNICA

Sexcapades
(USA, 1983, 85 min.)
Regia di Henri Pachard
Sceneggiatura di R. Allen Leider e Henri Pachard
Cast: Sharon Mitchell (Miriam), Eric Edwards (Harry), Lee Carroll (Lorraine), Mai Lin (Mi Ting), Sharon Kane (Bridget), Tiffany Clark (Maryanne), Joanna Storm (Yvonne), Ashley Welles (Felicia), Alan Adrian (Billy), Michael Bruce (Byron), George Payne (Alex), Candida Royalle (la truccatrice), Henri Pachard (un imbroglione di strada).
Prodotto da David Stone
Direttore della fotografia Ron Dorfman (con il nome di Art Ben)

venerdì 24 gennaio 2014

Boogie Nights e gli altri


Dai film della “Golden Age of Porn” ai film sulla “Golden Age of Porn”. Questo il passaggio che oggi intendo proporre ai lettori e alle lettrici di questo blog. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, non sono state poche le pellicole ispirate all'epopea e ai protagonisti di quel fenomeno sociale. Le righe che seguono vogliono essere una rapida panoramica a volo d'uccello (senza alcun doppio senso beninteso) sui titoli a mio avviso più significativi prodotti in questi ultimi anni. Parto dunque da “Boogie Nights - L'altra Hollywood”, scritto e diretto nel 1997 da Paul Thomas Anderson, che racconta l'ascesa e il declino di un giovane attore porno in California a cavallo tra gli anni settanta e ottanta liberamente ispirato alla figura di John Holmes. Sempre a proposito di quest'ultimo, non si può non citare “Wonderland - Massacro a Hollywood”, diretto da James Cox nel 2003, incentrato su una vicenda di sangue che coinvolse il “Re del Porno” (interpretato da un ottimo Val Kilmer) sul finire della sua carriera. “Rated X - La vera storia dei re del porno americano”, interpretato e diretto da Emilio Esteez, racconta invece la storia dei due fratelli Jim e Artie Mitchell, del loro difficile rapporto con il padre ma, anche, della realizzazione del loro film di maggior successo, “Behind the Green Door”. Un'altra pellicola, uscita l'anno scorso, è “Lovelace” diretto da Robert Epstein e Jeffrey Friedman che tratta la storia vera di Linda Lovelace, la celebre protagonista di “Deep Throath”. Segnalo, infine, il cortometraggio “The Dirk Diggler Story” diretto da Paul Thomas Anderson nel 1988 che è una sorta di anticipazione di “Boogie Nights” Buona visione a tutti/e.

giovedì 23 gennaio 2014

Les enfilées

Uno dei migliori titoli di Alpha France, la casa di produzione cinematografica francese fondata nel 1972 da Francis Mischkind. Protagonisti, tra gli altri, la bionda e statuaria Brigitte Lahaie (in questo caso eccezionalmente mora), la conturbante Morgane e un tris di attori (Alban Ceray, Richard Alan e Dominique Aveline) che, insieme a Jean-Pierre Armand, erano soprannominati i “Quattro Moschettieri del Porno”. “Les enfilées” (noto anche con il titolo di “Les soirées d'un couple voyeur”) narra le vicende di una coppia decisa a rendere più piccante il proprio mènage sessuale passando attraverso giochi sempre più perversi che, di esperienza in esperienza, li trasformeranno da semplici guardoni a scambisti. Il regista Jean-Claude Roy fa un gran uso di specchi e, contrariamente ad altre sue opere dello stesso periodo, limita a non più di tre o quattro elementi le scene di sesso di gruppo. La fotografia è curata dall'ottimo Robert Millié e le scenografie rendono al meglio l'ambiente borghese in cui l'intera vicenda si svolge. Insomma, da ogni punto di vista “Les enfilées” può essere considerato come un eccellente viatico per una serata ad alta tensione erotica.


La trama. Alban Ceray, il marito, fa ritorno a casa e si mette a sfogliare alcune riviste pornografiche. Ha con sé un regalo per la moglie (Morgane), un completino sexy. Lei si ritira in un'altra stanza per indossarlo mentre Ceray si spoglia e colloca uno specchio davanti al divano. Morgane rientra in scena e inizia a praticare una fellatio. I due si osservano allo specchio e l'eccitazione cresce. Ora Morgane è a cavalcioni di Ceray, le spalle rivolte verso di lui. L'uomo affonda il suo membro nel sesso della moglie. Poi la prende da tergo. Morgane è a pochi centimetri dallo specchio. Inizia a leccarlo con voluttuosità. Ceray viene, copiosamente, sulla superficie che riflette i loro corpi. Morgane lecca avidamente lo sperma del marito. I due si distendono, apparentemente esausti, sul tappeto. Morgane inizia a masturbare il marito mentre i due si confidano reciprocamente le proprie fantasie sessuali. Ad entrambi piacerebbe fare sesso con altri partner. Ceray, eccitato, viene nuovamente.


L'uomo rientra nuovamente in casa. Ha acquistato alcune riviste di annunci erotici ed inizia a leggerle insieme alla moglie. Decidono di rispondere ad alcuni di essi. La scena cambia. Ceray è solo in casa. Sta lavorando a un disegno tecnico (dal che se ne desume che la sua professione sia quella di architetto). Squilla il telefono. È Morgane che gli annuncia che sta per fare rientro in compagnia. Ceray si alza e si nasconde dietro un porta. Dopo pochi minuti Morgane entra in casa, scambia due battute con il marito e subito dopo fa la sua comparsa un ragazzo che indossa un t-shirt con su scritto “Rocky”. Rocky si dimostra timido ed inesperto. Confessa a Morgane di essere vergine e di aver compiuto diciotto anni solo il giorno prima. A queste parole, la donna inizia a spogliarsi e si offre come regalo di compleanno al ragazzo. Sotto lo sguardo eccitato di Ceray, sempre al riparo dietro la porta, i due amnti iniziano a masturbarsi a vicenda. Ma tanta è l'eccitazione e l'inesperienza del ragazzo che questi viene immediatamente nella bocca di Morgane. La donna si distende sul divano, accoglie Rocky tra le sue braccia e il suo membro nuovamente tornato turgido. Il ragazzo penetra Morgane con maggiore sicurezza per poi abbandonarsi a un altro orgasmo. Nello stesso istante, anche Ceray ha una eiaculazione.
Il giorno successivo marito e moglie ricevono una lettera. Un certo Frédéric invita la donna a casa sua per condividere un incontro amoroso. Non aggiunge altre parole. Morgane e Ceray si consultano e decidono di recarsi insieme all'appuntamento. Morgane suona al campanello della porta del misterioso amante. Le apre un uomo barbuto che indossa una vestaglia e dei guanti bianchi. La donna entra nell'appartamento ma ha cura di lasciare socchiuso l'uscio in modo da poter consentire al marito di introdursi di nascosto nell'appartamento. Ceray ha con sé un super 8. Si nasconde dietro uno specchio ovale in camera da letto, pronto a filmare. I due amanti si distendono sul talamo. L'uomo indossa uno strap-on che poi porge a Morgane. La donna inizia a masturbarsi con il fallo di gomma. I due, guardandosi allo specchio, si masturbano solitariamente. Poi Frédéric fa girare Morgane e la penetra da dietro. Dopo un po' le è sopra, affonda ancora qualche colpo prima di venire sul suo grembo. Morgane si alza e si struscia sullo specchio, sporcandolo del seme dell'amante. Ceray continua a riprendere di nascosto. Poi il marito ripone la cinepresa in una sacca e si allontana non visto dall'uomo con i guanti bianchi. Morgane e Ceray sono ora sul divano di casa. Guardano il filmino appena girato. Si eccitano e iniziano a fare sesso.


Il postino recapita un'altra lettera. Questa volta è indirizzata a Ceray. All'interno è contenuta una foto di una donna bionda. Nella lettera che la accompagna si invita l'uomo a recarsi in un appartamento del centro nel caso egli fosse eccitato all'idea di fare sesso in un bagno. Anche in questo caso la coppia accetta di vivere la nuova esperienza. Ceray si reca dunque all'appuntamento in compagnia della moglie. Stessa tecnica di prima seppur a parti invertite. L'uomo entra nell'appartamento e lascia l'uscio socchiuso. La bionda, che ha fatto indossare a Ceray un preservativo, inizia a masturbare con la bocca Ceray mentre Morgane riprende di nascosto la scena con la cinepresa. L'uomo viene nel preservativo, la donna glielo sfila e ne beve il contenuto. Poi i due si immergono nella vasca da bagno e fanno sesso. Alla fine la donna chiede, ed ottiene, di essere masturbata con il manico di una spazzola in plastica. Ceray raggiunge la moglie che nel frattempo è scesa in strada ad aspettarlo. I due tornano a casa e, eccitati dai momenti appena vissuti, fanno sesso.


Nuova lettera e questa volta è per Morgane. La si invita a un incontro amoroso per il giorno successivo, senza maggiori dettagli. L'indomani la donna si reca all'appuntamento. Ceray rimane a casa a lavorare. Il postino ha recapitato un'altra lettera ma l'uomo decide di aprirla più tardi. Morgane è giunta all'appuntamento. Ad attenderla, distesa su un letto circolare, una donna bruna (Brigitte Lahaie, che inossa una parrucca). La donna chiede a Morgane se è delusa, se si aspettasse un uomo e che se accetterà di restare sa per quale motivo lo farà. Morgane accetta e le due donne si spogliano e iniziano reciprocamente a masturbarsi. Il letto comincia a ruotare. Le due donne si masturbano insieme con un fallo di gomma bifronte.
Ceray ha deciso di aprire la lettera. Un uomo gli chiede di incontrarsi perché intende offrirgli sua moglie. Lui si limiterebbe a guardare ed eventualmente a partecipare solo su invito esplicito di Ceray. Il nostro architetto decide di accettare la proposta. Marito e moglie arrivano nell'appartamento accolti dai modi garbati del padrone di casa. La donna rimane però in silenzio lasciando che sia il marito ad esprimersi. Fatte le presentazioni, la donna inizia una fellatio su Ceray. Poi i due si spogliano e fanno sesso sul divano. Improvvisamente fa la sua comparsa in scena il marito di lei. È vestito da donna e truccato. Si masturba davanti ai due amanti poi lei gli prende il membro in bocca. Ceray nel frattempo viene sul ventre della donna. Cambio di posizione. Lei si accuccia sul sesso di Ceray mentre il marito la prende da dietro. L'uomo le eiacula sulle natiche. Prima di congedarsi, questi spiega che Ceray che la moglie è rimasta per tutto il tempo in silenzio non perché sia muta bensì perché lei riserva solo al consorte l'esclusività di udire la sua voce. Anche lui vuole concedersi il privilegio di essere possessivo in qualcosa.
Ceray è rimasto solo. Si accomoda sul divano, beve qualche sorso di “Ballantine's” e si addormenta. Sogna Morgane che, inginocchiata, lecca il suo membro e quello di Rocky. Viene risvegliato dal rientro della moglie. Non è sola. Insieme a lei c'è la donna bruna. I tre iniziano a fare sesso. Brigitte Lahaie prende in bocca il membro di Ceray, poi le due donne si distendono sul tappeto e iniziano a leccarsi mentre Morgane masturba con una mano il marito. La Lahaie si è messa a cavalcioni di Ceray, dandogli le spalle. L'uomo la penetra mentre Morgane gli succhia i testicoli. Ceray viene sul ventre della Lahaie e la moglie si affretta a leccare tutto lo sperma dal membro del marito. Le due donne si distendono nuovamente a terra, una sopra l'altra, sfregando i loro corpi. Ceray le riprende con la cinepresa, poi si unisce a loro ed entra da dietro nella vagina della Lahaie. Al termine la donna confida alla coppia di essere interessata a fare sesso solo con donne e non con coppie ma che, in questo caso, ha deciso di fare un'eccezione. Seguono languidi baci in bocca intervellati al racconto di esperienze, poi la donna si china su Ceray e inizia a masturbarlo con la bocca. Suonano alla porta. È Rocky. Morgane comunia la notizia al marito che si dimostra entusiasta all'idea di coinvolgere il ragazzo in un gioco a quattro. Morgane si infila uno strap-on e va ada aprire la porta al giovanotto. Questi si siede dapprima sul divano, un po' imbarazzato. Osserva la Lahaie che a poca distanza e distesa su Ceray si fa penetrare da dietro da Morgane. Poi la bruna si protende verso la patta del ragazzo, estrae il suo membro e inizia a succhiarlo. Anche Morgane la imita con il proprio marito. Gli uomini vengono. I quattro bevono qualcosa insieme e discorrono amabilmente dell'esperienza appena vissuta. Poi le due donne si infilano un soprabito sui corpi nudi e si allontananano per andare a rimediare la cena in qualche posto ancora aperto. I due uomini si confidano. Rocky confessa a Ceray di essersi innamorato di sua moglie. L'uomo, di rimando, gli spiega le regole del gioco.
Improvvisamente Morgane rientra a casa e dice che un uomo le ha scambiate per prostitute. Invita il marito e il ragazzo a nascondersi dietro una porta e ad assistere a quel che accadrà. Gli uomini eseguono i voleri della donna. Dopo pochi istanti la Lahaie entra con un uomo elegantemente vestito. Le due donne si spogliano e inziano a soddisfarlo con la bocca. Poi si distendono sul tappeto e si concedono qualche istante di amore saffico. Mentre Ceray e Rocky si masturbano, l'uomo soddisfa prima Morgane e poi la Lahaie. Alla fine l'uomo si riveste, chiede quanto vogliono per la loro prestazione ma le due donne rispondono negativamente (“Quando ce ne sarà bisogna ci troverà qui, gratuitamente”, “Ma non è possibile, è uno scherzo, allora non siete delle prostitute!?”, “Questo rimarrà un mistero…”). L'uomo si allontana e Ceray e Rocky si ricongiungono alle due donne. Ridono insieme di quanto è successo, poi la Lahaie e Morgane iniziano a masturbare con la bocca i due.


Marito e moglie sono distesi sul divano, soli. Hanno ancora da leggere alcune lettere. Decidono di farlo il giorno dopo. Hanno ancora molto da fare questa notte…

SCHEDA TECNICA

Les enfilées
(Francia, 1980, 79 min.)
Regia di Jean-Claude Roy (con il nome di Patrick Aubin)
Sceneggiatura di Jean-Claude Roy (con il nome di Patrick Aubin)
Cast: Alban Ceray (il marito), Morgane (la moglie), Brigitte Lahaie (la donna nel letto girevole), Dominique Aveline (l'uomo dai guanti bianchi), Brigitte Verbecq (la donna nel bagno), Rocky (il verginello), Jacques Gatteau (Yves) (con il nome di Jacques Gato), Valérie Martin's (la donna silenziosa), Richard Allan (l'uomo dell'ultimo appuntamento).
Direttore della fotografia Robert Millié (con il nome di Pierre Robès)

martedì 21 gennaio 2014

Boys in the Sand

Se il 1968 fu l'anno in cui la televisione americana mostrò per la prima volta al pubblico la scena di un bacio interrazziale (accadde in un episodio della serie televisiva “Star Trek”), il 1971 fu invece quello in cui una pellicola esibì scene di sesso interrazziale tra due uomini. Il film in questione si intitolava “Boys in the Sand”, un lungometraggio dalla trama esile ma al tempo stesso estremamente delicato nel rappresentare esplicitamente l'amore tra individui appartenenti allo stesso genere.


Girato da Wakefield Poole, un ballerino e coreografo originario della Florida, “Boys in the Sand” fu il primo film gay a raggiungere il successo al botteghino. Realizzato nell'arco di tre settimane con un budget di 8.000 dollari e accompagnato da una abile campagna promozionale e da positive recensioni sul “New York Times” e “Variety”, il film è una raccolta di tre segmenti che descrivono le avventure sessuali di Casey Donovan (un ragazzone vagamente somigliante a Robert Redford) sulla spiaggia newyorkese di Fire Island, luogo notoriamente frequentato dalla comunità gay. L'evidente mancanza di una sceneggiatura lineare è dovuta al fatto che inizialmente Poole non aveva una idea ben chiara di ciò che volesse realizzare; solo dopo aver girato il primo segmento nel corso di un breve soggiorno sull'isola, confortato dal risultato, si risolse a realizzare i successivi. L'approccio alla macchina da presa è un po' pioneristico, ma qua e là è possibile apprezzare uno stile di regia che deve molto, a mio avviso, ad Andy Warhol, Jean Cocteau e alle avanguardie artistiche dell'epoca. A parte un commento fuori campo non ci sono dialoghi. Il che aggiunge più che togliere.


Il titolo è un riferimento a “The Boys in the Band” (meglio noto in Italia con il nome di “Festa per il compleanno del caro amico Harold”, il primo film in assoluto a trattare il tema dell'omosessualità). La pellicola incassò 25.000 dollari nella sola prima settimana di programmazione e ben 140.000 nei sei mesi successivi nei cinema di tutto il mondo. Dopo averlo girato, Poole dichiarò che aveva voluto realizzare un film in cui gli omosessuali potessero orgogliosamente rispecchiarsi, senza sensi di colpa. Non mancano in effetti velati riferimenti alle lotte portate avanti in quegli anni dal movimento di liberazione omosessuale americano.


Bayside: nel primo segmento il barbuto Peter Fisk (nella vita reale il compagno di Poole) passeggia lungo i sentieri cespugliosi dell'isola. Raggiunge una spiaggia. Si spoglia e inizia a prendere il sole sdraiato su una coperta. Improvvisamente, dall'acqua emerge la nuda figura di Casey Donovan. Questi si dirige correndo verso Fisk il quale, una volta trovatoselo davanti, nella sua statuaria bellezza, gli pratica una fellatio. Poi Donovan conduce l'amante tra le frasche, lega un cinturino borchiato alla base del pene di Fisk e ricambia quanto prima ricevuto. I due continuano per un po' a cimentarsi con il sesso orale prima di abbandonarsi alla penetrazione. Ora Fisk si toglie il cinturino, lo lega al polso di Donovan e si allontana correndo. Donovan lo vede allontanarsi tra le acque, poi ne raccoglie i vestiti abbandonati sulla sabbia, li indossa (come volesse assumere l'identità dello sconosciuto) e si incammina lungo la spiaggia.


Poolside: nel secondo episodio Donovan sta leggendo un giornale sul molo (il titolo in prima pagina sembra far riferimento ai riots che in quel periodo opponevano la polizia ai manifestanti gay in lotta). Egli torna a casa, si spoglia e si siede a bordo piscina continuando a leggere il giornale. La sua attenzione è attratta da un annuncio. Decide di rispondere anche se non è chiaro a chi. Dopo aver redatto la lettera, si riveste ed esce per andare a imbucarla. Dopo alcuni giorni (lo capiamo grazie a una inquadratura che mostra i fogli di un calendario deteriorarsi rapidamente in terra), Donovan riceve un pacchetto. All'interno trova una tavoletta. La esamina con attenzione e poi la getta nella piscina. L'acqua inizia a ribollire e dal fondo emerge il moro Danny Di Cioccio. I due iniziano a masturbarsi reciprocamente, poi si accoppiano ripetutamente. La scena si conclude con i due uomini che prima scherzano in acqua e poi si allontanano mano nella mano lungo una passerella che porta al molo. Peter Fisk, che stringe tra le mani una copia del giornale che Donovan stava leggendo all'inizio del segmento, li osserva e poi si allontana.


Inside: nel terzo ed ultimo segmento Donovan si sta facendo pigramente la doccia. All'esterno della casa si aggira un operaio afroamericano dell'azienda telefonica intento evidentemente a riparare un guasto. Donovan lo osserva dalla finestra. Anche l'operaio lo vede. Il resto del segmento non è altro che la fantasia di Donovan di fare sesso con lo sconosciuto utilizzando un enorme dildo nero. La scena finale ci mostra Donovan che, destatosi dal suo sogno ad occhi aperti, scende le scale interne dell'abitazione e trova l'oggetto del suo desiderio piantato davanti alla porta d'ingresso. Donovan lo guarda maliziosamente, sorride e lo fa entrare. La porta si richiude alle loro spalle.

SCHEDA TECNICA

Boys in the Sand
(USA, 1971, 90 min.)
Regia di Wakefield Poole
Sceneggiatura di Wakefield Poole
Cast: Calvin Culver (con il nome di Casey Donovan), Peter Schneckenburger (con il nome di Peter Fisk), Danny Di Cioccio, Tommy Moore
Prodotto da Wakefield Poole e Marvin Shulman